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Moto2: Joe Roberts, John Hopkins ed un sogno americano

Joe Roberts ha sorpreso tutti in Qatar. Merito anche del nuovo coach, tale John Hopkins: "Non ha meno talento degli altri, gli mancava fiducia."

15 marzo 2020 - 12:03

Joe Roberts è stato senza dubbio la grande sorpresa del Gran Premio del Qatar. Il giovane pilota del American Racing Team, originario di Malibù, si era messo in evidenza già nei test svolti prima dell’inizio della stagione. Ecco poi svettare nelle libere e conquistare una storica pole position in qualifica, chiudendo poi la gara proprio ai piedi del podio, 4° posto e 13 punti in tasca. Un gran balzo avanti, se consideriamo che nei precedenti 41 GP disputati aveva raccolto in totale 15 punti! Ma da dove arriva quest’improvviso miglioramento?

Ci sono cambiamenti tecnici da considerare. Nel 2018, anno del suo esordio mondiale, ha corso con NTS RW Racing GP. L’anno scorso è passato al team attuale, ma ha disputato una stagione difficile con la KTM. In questo 2020 ecco il passaggio alla KALEX, con sensazioni fin da subito decisamente migliori. Ma c’è anche un’importante novità nel suo gruppo, nella persona di Lucio Nicastro come nuovo capotecnico. Parliamo di un uomo che ha vinto il Mondiale Supersport con Chaz Davies e Sam Lowes, con cui ha lavorato anche una volta passato in Moto2.

Parte della squadra da quest’anno è anche John Hopkins, che agisce in qualità di coach dei piloti del American Racing Team. “Per me è soprattutto un mental coach” ha detto di lui un emozionato Joe Roberts, attribuendogli da subito gran parte del merito per i progressi compiuti nell’ultimo periodo. Ma l’ex pilota MotoGP non si è dimostrato meno felice: “Finora gli è mancata fiducia in se stesso, ma Joe non ha meno talento di tanti altri piloti presenti nel Campionato del Mondo.”

“L’ho conosciuto solo quest’inverno” ha continuato ‘Hopper’. “Inizialmente non sapevo bene cosa aspettarmi da lui. Abbiamo realizzato qualsiasi tipo di allenamento su due ruote: quando l’ho visto in azione, ho capito che il talento non gli mancava. Abbiamo parlato tantissimo tra noi, soprattutto della fiducia, dei punti forti e deboli, gli stessi che ho incontrato io. Alcune cose che mi hanno aiutato hanno portato quindi ad un miglioramento immediato per lui. Fa piacere poter trasmettere l’aiuto che ho ricevuto io nel corso della mia carriera.”

Sta nascendo una nuova stella americana? È ancora presto per dirlo, ma dopo le sorprese riservate da Joe Roberts nel primo GP, chissà… Ricordiamo però che la sua è stata la prima pole position a stelle e strisce dal 2010, quando fu Kenny Roberts a riuscirci. Nello stesso anno ricordiamo anche Ben Spies in pole position, ma nella categoria regina. Per ricordare l’ultima vittoria di un pilota statunitense poi dobbiamo andare ancora più indietro: 1990, John Kocinski nel Gran Premio d’Australia. Un anno d’oro per lui, coronatosi campione 250cc.

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