MotoGP, Andrea Iannone

Caso doping: foto Instagram per incastrare Andrea Iannone

L'accusa di Andrea Iannone ha portato come prova delle foto in mutande pubblicate su Instagram dal pilota MotoGP. L'11 febbraio prossima tappa processuale.

7 febbraio 2020 - 10:46

Aprilia in total black al Test MotoGP di Sepang, con Lorenzo Savadori in pista con la 2020. Andrea Iannone probabilmente dovrebbe saltare almeno i primi 4 o 5 GP della stagione 2020, anche se in Aprilia c’è un certo ottimismo. Massimo Rivola dalla Malesia ha sintetizzato: “Ci manca, perché la moto era stata fatta sulle sue indicazioni. Il pilota ha portato esami scientifici, mentre la FIM ha risposto con le foto di instagram“. E in effetti il processo sul caso doping lascia un attimo riflettere.

Martedì scorso il pilota MotoGP ha inviato il suo legale Antonio De Rensis a Mies, in Svizzera, assistito dal professore universitario Alberto Salomone, chimico di grande esperienza. Nella cartella delle controprove anche perizie redatte da due esperti di fama internazionale. Dall’altra parte del banco, insieme ai tre della commissione disciplinare della FIM, si è presentato soltanto il legale ceco Jan Stovicek. Nessun perito tecnico o consulente, a dispetto di un argomento scientifico in cui si discute di nanogrammi e steroidi. “Lui si è limitato a mostrare venti foto di Andrea in mutande – ha detto De Rensis al ‘Corriere della Sera’ -. Asserendo che dimostravano chiaramente l’assunzione del drostanolone “a scopi estetici”.

L’ITER PROCESSUALE DEL PILOTA APRILIA

Una seduta alquanto movimentata quella di martedì. Quando i legali di Andrea Iannone hanno presentato il report con l’analisi del capello, Jan Stovicek ha aggredito verbalmente il prof. Salomone. Ha inoltre rifiutato di acquisire i dati in quanto ritenuti insignificanti a livello processuale. “Fortunatamente la Corte l’ha smentito, concedendogli cinque giorni per replicare alle nostre tesi“. Il 47enne Stovicek è un personaggio molto poliedrico: membro del board della Federazione mondiale, vice presidente di quella europea e presidente di quella ceca. Avvocato, ha difeso vari atleti in processi per doping anche davanti al Tas di Losanna. Detiene un ruolo di pubblico ministero federale pur essendo membro del board ed è anche consulente-procuratore legale di piloti.

L’accusa sembra voler escludere la tesi della contaminazione alimentare per giustificare i livelli di drostanolone riscontrati nelle urine del pilota MotoGP. L’11 febbraio Andrea Iannone riceverà le controdeduzioni del procuratore cui potrà replicare entro cinque giorni lavorativi. Dopo di che la giuria potrà decidere se convocare una seconda udienza oppure esprimere già la sentenza. In casa Aprilia contano di rivederlo quanto prima sulla nuova RS-GP 2020.

1 commento

lorenzoursan_14190819
14:20, 7 febbraio 2020

Curiosa coincidenza il fatto che il poliedrico legale dell’accusa condivida la nazionalità con l’unico pilota motogp rimasto a piedi per il 2020….

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