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Alex Márquez, Campione Moto2 con merito: “Un sogno che si realizza”

Alex Márquez è il nuovo re della Moto2. Secondo titolo in carriera arrivato dopo stagioni difficili e con merito. Il primo a vincere sia in Moto2 che in Moto3.

3 novembre 2019 - 10:13

Game over anche in Moto2, l’unica categoria del Motomondiale che ancora non aveva un campione. In Malesia si chiudono i giochi: Alex Márquez è il primo iridato dell’era Triumph. Per lo spagnolo si tratta del secondo titolo in carriera dopo quello del 2014 in Moto3: è il primo pilota a conquistare l’iride in entrambe queste nuove categorie. Un titolo fatto di duro lavoro, vittorie e piazzamenti di peso quando non era possibile vincere. Condivide poi un record col fratello Marc: sono gli unici due piloti della stessa famiglia ad aver festeggiato per ben due volte il titolo nelle rispettive categorie, tutto nella stessa stagione.

A Márquez jr bastava lasciare Sepang con un vantaggio di almeno 25 punti sui diretti inseguitori, ovvero Brad Binder e Thomas Lüthi. Sono stati proprio loro tre i protagonisti di una gara fatta, più che di corpo a corpo, di prove di nervi. Il pilota sudafricano ha mostrato fin da subito un gran ritmo, cercando la fuga davanti al leader iridato. Arriva un errore, Márquez torna davanti, ma Binder si riprende presto. Per prolungare la lotta però serve anche Lüthi: il sorpasso dello svizzero sullo spagnolo manterrebbe viva la battaglia iridata fino a Valencia. L’alfiere Intact GP ci prova fino alla bandiera a scacchi, senza riuscirci. Arriva così il titolo per Alex Márquez.

Gioia incontrollata nel box EG 0,0 Marc VDS, papà Julià ed il fratello Marc sono incontenibili. Il pilota di Cervera è stanchissimo per il caldo e la tensione, ma è arrivato quell’iride tanto agognato. “Non è facile essere il fratello di, ma da tempo non lo è più. Ha un suo nome ed un cognome, ovvero Alex Márquez. Ha vinto due titoli mondiali, non è qualcosa che succede perché sei il fratello di” ha sottolineato l’iridato MotoGP, lanciando una frecciatina a chi da anni critica il fratello per la (scomoda) parentela. Secondo nella sua gara, è più felice che mai proprio per il risultato di Alex, che prende anche in braccio al parco chiuso dopo la MotoGP. “Ha lavorato duramente per questo risultato, se lo meritava.”

Frastornato ma felice il nuovo Campione Moto2, che riesce a conquistare l’obiettivo che si era prefissato fin dall’esordio nella categoria intermedia, cinque stagioni fa. Annate inizialmente piene di tanti risultati al di sotto delle aspettative, ma anche questo è servito. Lo stesso Marc van der Straten, che ha costantemente rinnovato la fiducia nel suo pilota, l’ha sempre definitivo “un gran lavoratore”. Questa è la sua stagione d’oro, il coronamento di tutti gli sforzi compiuti dall’arrivo in Moto2. Dopo il difficile GP in Australia, che rappresentava il primo match point, non butta la seconda occasione: non riesce a contenere Binder, ma tiene dietro Lüthi. Quando bastava per festeggiare.

“Per prima cosa devo ringraziare questa squadra fantastica” ha dichiarato il neo iridato al parco chiuso, indicando i ragazzi di Estrella Galicia 0,0 Marc VDS. “Voglio poi dedicare questo successo al pilota della Asia Talent Cup scomparso ieri. Abbiamo corso anche per lui.” “Una gara davvero difficile” ha continuato il pilota di Cervera. “Non so nemmeno cosa sto dicendo. Quando ho raggiunto Marc nel giro d’onore ero esausto. Tutti ti fanno i complimenti, ma sei frastornato e non ti rendi conto. Ho capito però che lui ha sofferto tanto guardando dall’esterno, poi era davvero felice. Posso solo essere grato per un fratello così.”

“Devo ringraziare anche tutte le persone che mi sono state vicine, soprattutto quando le cose non andavano bene. Nel 2015 e nel 2016 ho fatto tanta fatica, ma queste persone e la squadra mi hanno dato maggiore fiducia in me stesso, in particolare quest’anno. Mi hanno supportato e dato tutto l’affetto di cui avevo bisogno, abbiamo vinto insieme. Questo è stato il mio anno migliore.” Appena raggiunto il titolo, ma una cosa è chiara: non metterà l’1 in carena. “Terrò il 73. Quello secondo me è un numero che puoi utilizzare in MotoGP. Sarà interessante difendere il titolo l’anno prossimo, ma ora non ci penso, voglio solo godermi questo risultato.”

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