Chi ha avuto la fortuna di vedere quella gara dal vivo, si ricorda senz’altro la prestazione pazzesca di
Valentino Rossi sul
circuito di Assen. Correva l’anno 1997 e il “Dottore” era ancora nella classe 125. Per Rossi fu una conferma in quello che venne chiamato il tracciato universitario del motociclismo.
Ripensarlo oggi, a 23 anni di distanza, trasmettere i suoi insegnamenti a giovani talenti che ambiscono a fare anche solo la metà di quello che ha combinato in carriera il Dottore, fa veramente emozionare. Anche perché la sua
VR46 Academy è un progetto veramente interessante, efficiente e valido sotto ogni aspetto, come ben messo in evidenza
all’interno di un approfondimento proposto su L’insider.
I talenti della Academy di Valentino Rossi
Franco Morbidelli e Pecco Bagnaia. Due nomi su tutti, che adesso gli appassionati di MotoGP e di scommesse online stanno imparando ad apprezzare e a conoscere molto bene, soprattutto in virtù delle ultime prestazioni che sono state sfornate nei vari appuntamenti del Motomondiale.
Detto questo, c’è da ribadire come non sia sono solo i talenti in rampa di lancio che si sono formati le ossa all’interno del Ranch di
Valentino Rossi. Tra gli altri, troviamo anche
Andrea Migno, Luca Marini, Niccolò Antonelli, Marco Bezzecchi, Celestino Vietti e Stefano Manzi.
Volete fare un salto indietro nel passato? Allora troverete nomi del calibro di Nicolò Bulega, Lorenzo Baldassarri e pure Romano Fenati. Spostando il focus verso il futuro, invece, ci sono altri giovanissimi che non aspettano altro che cogliere al volo la propria occasione per farsi notare. Stiamo parlando di Elia Bartolini, che corre in CIV Moto3, e Lorenzo Bartalesi.
I titoli mondiali vinti da Morbidelli e Bagnaia in Moto2
Un progetto che mira a lanciare i giovani, ma che riesce anche a esprimersi in maniera molto concreta. Andando a spulciare i risultati, in effetti, emerge fin da subito come il lavoro fatto dalla
VR46 Academy stia dando davvero
numerosi frutti. Tornando a Morbidelli, è da rimarcare il suo successo nel titolo mondiale in Moto2 nel 2017. Ed è ancora stata più soddisfacente la vittoria del mondiale, sempre in Moto2, da parte stavolta di Pecco Bagnaia, semplicemente perché è avvenuta proprio con lo
Sky Racing Team di Valentino Rossi, per la gioia anche di tanti appassionati di
scommesse online che ci avevano puntato una buona somma.
Risultati e successi che derivano, però, dal grande lavoro che c’è alle spalle. Un “dietro le quinte” che è formato da un’equipe particolarmente completa e ricca di figure come nutrizionisti, medici e ovviamente allenatori, che riescono a trasmettere tutta la loro esperienza ai vari piloti che ambiscono a diventare dei campioni in futuro.
Quanto costa una simile accademia?
È un po’ quello che in tanti si stanno chiedendo. Ebbene, il modello creato da
Valentino Rossi e dai suoi amici è stato più
virtuoso che mai anche dal punto di vista economico. Infatti, non si va a pesare in alcun modo sulle finanze dei giovani virgulti, che possono crescere ed esprimere il proprio talento senza dover inventarsi altri lavori per poter pagarsi la presenza nel Ranch.
Durante la loro crescita professionale, infatti, i piloti non devono sborsare nulla, con l’accordo di farlo, in termini ovviamente percentuali, nel momento in cui cominceranno a percepire dei compensi pari ad almeno 50mila euro all’anno. In questo caso dovranno restituire una percentuale stabilita in precedenza all’Academy, che di solito è pari al 10%.
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