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Raúl Fernández idoneo in Qatar: “Dovrò ancora usare un altro dito per frenare”

MotoGP
MotoGP: Raul Fernandez torna con speranza
Raúl Fernández ha passato la visita medica di giovedì e potrà prendere parte al Gran Premio del Qatar, ma a Lusail correrà con una mano destra ancora lontana dalla piena forma.
Il pilota del team Trackhouse ha spiegato che per frenare dovrà continuare ad affidarsi a un dito diverso da quello abituale, e che per questo il suo stile di guida andrà ritoccato sessione dopo sessione. Dopo il forfait di Sepang, lo spagnolo vuole provarci, ma senza forzare oltre il necessario. La sua priorità è la sicurezza: in caso di caduta, ha assicurato, l'infortunio non dovrebbe peggiorare.

Un mese segnato dalla caduta di Mandalika

Tutto è cominciato nella Sprint del GP di Indonesia, quando Fernández è entrato in contatto con il compagno di marca Marco Bezzecch, con l'esito di due dita fratturate. Nonostante il dolore, la domenica a Mandalika il pilota Aprilia era riuscito a chiudere secondo, alle spalle proprio di Bezzecchi.
Le settimane successive sono state molto più complicate. A Phillip Island si è ritirato dalla Sprint dopo 10 dei 13 giri previsti, mentre la gara lunga è stata cancellata per il maltempo. In Malesia ha provato a girare nelle FP1, ma i tessuti attorno alla frattura si erano infiammati e ha dovuto rinunciare al resto del weekend.
Raul Fernandez ha 25 anni

La scelta di tornare in Andorra

Dopo Sepang il 26enne è rientrato a casa, in Andorra, per lavorare con il proprio fisioterapista e con macchinari che hanno accelerato il recupero. "Credo che abbiamo fatto un buon lavoro. Tornare a casa è stata la decisione giusta", ha detto. Il prezzo è stato un continuo saliscendi dagli aerei: quasi un giorno intero di viaggio all'andata, quattro o cinque giorni di recupero, poi il volo notturno verso Doha del giorno precedente. "In questo momento credo di non sapere nemmeno dove mi trovo", ha ammesso sorridendo, raccontando anche le circa due ore e mezza al giorno trascorse nella camera iperbarica davanti alla televisione.
Il quadro, però, resta delicato. "Adesso non è perfetta, ma guidare è più sicuro. Se cado, la lesione non peggiorerà. Per me questa è la cosa più importante. Poi dovremo risparmiare molte energie. Credo che dovrò ancora usare un altro dito per frenare. Ho anche bisogno di un po' di tempo per adattare un po' il mio stile di guida".

Lusail, una pista da riscrivere

C'è anche un conto aperto con il tracciato qatariota. Fernández non ha mai conquistato punti in una gara lunga della MotoGP in Qatar, eppure la pista gli piace. "Voglio andare sessione per sessione e poi vedremo. Credo che qui abbiamo un'altra ottima opportunità, il Qatar è un circuito su cui mi diverto molto a correre. Però non ho mai ottenuto un buon risultato. Quindi forse è arrivato il momento di cambiare un po' la storia".
Con una RS-GP competitiva il potenziale per invertire la tendenza c'è. Il vero giudice, da venerdì, sarà la mano destra: le prime sessioni diranno quanto lo spagnolo potrà spingere su una pista dove la frenata conta.
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