MotoGP, il prezzo del successo Ducati: dream team quanto mi costi

MotoGP
domenica, 09 marzo 2025 alle 17:39
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Il GP di Thailandia MotoGP ha lasciato strascichi di tensione nel box Ducati. Pecco Bagnaia, nervoso e preoccupato a fine gara, non ha nascosto la sua insoddisfazione per il terzo posto. Di rientro al box, il tre volte campione del mondo ha manifestato il suo disappunto in un confronto con il direttore generale di Ducati Corse, Gigi Dall'Igna. Le telecamere hanno catturato il momento in cui il pilota, indicando la gomma posteriore, ha espresso la sua frustrazione. Le sue parole, "voglio capire bene cos'è successo", hanno rivelato una profonda insoddisfazione e sollevato un alone di mistero sulla prestazione della moto.

Solo la gomma al centro della discussione?

Il problema sembra risiedere nella gomma posteriore, che non ha fornito a Bagnaia il grip necessario per competere con i fratelli Marquez, dominatori del weekend. Eppure dubbi sulla reale preoccupazione di Bagnaia si sono subito insediati nelle menti di appassionati e addetti ai lavori. Atteggiamenti plateali come quello in argomento, per di più a favore di telecamera, non fanno parte del modo di essere del pilota di Chivasso; un unicum nel rapporto tra Ducati e Bagnaia, in un momento in cui la supremazia del numero 63 vacilla sotto il peso dell’ingombrante compagno di squadra Marc Marquez.

Nessun favoritismo, ma i soldi potrebbero impattare

L’atipico nervosismo di Bagnaia non può essere legato solo al risultato della singola gara. Il pensiero di un domani che lo pone già all’inseguimento è difficile da mettere da parte; il timore che Ducati favorisca il suo compagno di squadra è uno spettro che aleggia nel paddock, ma non può concretizzarsi in minaccia: asserire (infondatamente) favoritismi significherebbe gettare ombre sull'integrità dei membri del miglior team MotoGP. Non ci sono prove, nemmeno minime, per avvalorare tale idea.
CI sono però dei dati oggettivi, seppur mai resi pubblici: lo stipendio di Bagnaia (che secondo fonti non ufficiali si aggira attorno ai 7 milioni di euro) e quello di Marquez (circa 12) sono nettamente superiori rispetto a quelli dei piloti Ducati degli ultimi anni. Senza tornare a periodi lontani che – anche per situazione macroeconomica differente – non ammettono paragoni, il budget Ducati da destinare agli stipendi netti dei piloti è sempre stato circa la metà di quello attuale.

Il valzer degli ingaggi MotoGP

Se un anno si sforava per rilanciare il progetto, l’anno dopo si correva ai ripari ridimensionando il monte ingaggi: è stato così quando Andrea Dovizioso, dopo una straordinaria e inaspettata stagione a contendere il titolo alla Honda di Marc Marquez, pretese 6 milioni invece dei 2 che percepiva, con a bilancio già i 12,5 milioni annui di Jorge Lorenzo. All’anno di eccesso seguiva la rinuncia a Lorenzo e l’ingaggio del meno esigente Danilo Petrucci, che con i suoi circa 2 milioni di euro riequilibrava la bilancia recuperando anche il pregresso sforamento.
Dunque, difficile pensare che il quasi “per sei” che lo stipendio di Marquez rappresenta rispetto a quello dei precedenti compagni di squadra di Bagnaia, Jack Miller prima ed Enea Bastianini poi, non possa pesare nelle scelte del prossimo schieramento rosso. Soprattutto se al posto di Bagnaia si candida il più “economico” fratello minore di Marc.

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