Yamaha approfitta della pausa di tre settimane nel campionato MotoGP per procedere con l'evoluzione della M1. Fallito per pioggia il test ufficiale del Mugello. Il costruttore giapponese non può permettersi di restare fermo così a lungo, molte le novità da provare in pista. Da qui l'impegno per girare a Valencia sfruttando le nuove concessioni previste dal regolamento.
Aggiornamenti in casa Yamaha
L'appuntamento del GP del Kazakistan rinviato a settembre lascia un vuoto nel calendario della MotoGP, fino all'ultima settimana di giugno ad Assen, quando si terrà il GP d'Olanda. Yamaha entrerà in azione oggi 11 e domani 12 giugno per testare aggiornamenti su telaio, aerodinamica ed elettronica, oltre che un'evoluzione del motore che aveva già portato al Mugello senza la possibilità di provarlo. Le condizioni della pista non erano affatto favorevoli dopo la pioggia caduta sull'asfalto, motivo per cui i suoi due piloti ufficiali non sono quasi scesi in pista.
Fabio Quartararo non aveva nascosto un certo dissapore per il maltempo che ha costretto a compiere solo pochissimi giri, chiudendo con il 14° crono. “
Avevamo molti pezzi da provare e, alla fine, non siamo riusciti a farlo. È un peccato. Anche il meteo non ci ha aiutato". Il suo compagno di squadra
Alex Rins si è classificato 7°, con un solo giro in più nell'intera giornata. “
È un peccato non aver potuto girare sull'asciutto, perché avevamo alcune parti nuove da provare. Abbiamo sfruttato appieno la guida in condizioni di bagnato. Ho fatto molti giri cercando di capire il controllo della trazione e la riduzione dello slittamento in uscita di curva, e abbiamo scoperto alcune cose. Pioggia a parte, è stato un test positivo”.
Iwata guarda al futuro
Il test MotoGP del Mugello ha però consentito di raccogliere informazioni utili in termini di elettronica, ma sarà al Ricardo Tormo che si dovrà martellare per compiere un altro step nello sviluppo della Yamaha YZR-M1. La risalita verso l'alto sembra davvero faticosa per gli uomini di Iwata, già concentrati sul prossimo Mondiale e anche oltre. L'attenzione è in parte puntata sul nuovo regolamento tecnico che entrerà in vigore dal 2027. Il direttore tecnico
Massimo Bartolini conferma, però, che il segnale di partenza non è ancora stato dato. "
Sono consapevole che il cambiamento delle regole significa che si dovranno creare grandi risorse. Stiamo discutendo i nuovi capisaldi, ma non c’è ancora una decisione su un concetto definitivo", ha ammesso a Speedweek.com.
L'obiettivo primario è colmare il gap dalle principali concorrenti, così da arrivare meglio preparati al nuovo capitolo della MotoGP. Per adesso non ci sono ripensamenti sul progetto del quattro cilindri. "Penso che sia meglio iniziare con il concetto esistente. Utilizziamo già un motore in linea che, secondo me, ha molti aspetti positivi. Il design della moto è quindi molto logico, meno complesso e non c'è motivo di passare al concetto di motore a V solo dal punto di vista del nuovo controllo della cilindrata (850cc). Il mio punto di vista: la libertà di lavorare su altre aree della moto, compresa l'aerodinamica, è maggiore con un motore in linea - ha specificato Bartolini -. Dobbiamo avere un concetto finito prima dell'inizio della prossima stagione".