Yamaha, risuona la musica: melodia vincente per la MotoGP

MotoGP
sabato, 29 giugno 2024 alle 8:10
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Un celebre detto giapponese recita: "Studia il passato se vuoi prevedere il futuro". Se vogliamo in Yamaha, per tornare protagonisti in MotoGP, involontariamente (o forse no..) hanno un po' ripensato alle origini dell'azienda. Al suo fondatore, a quel Torakusu Yamaha che lo si può definire come un genio infinito, capace di saper fare tante cose e di farle bene. In sostanza proprio ciò che serve oggi all'azienda dei Tre Diapason per il rilancio, per tornare ad esser protagonista in MotoGP. La serie di annunci diffusi ad Assen riaffermano i propositi ambiziosi per il futuro, in controtendenza a ciò che è mancato in questi anni: la programmazione.

SVILUPPI IN PISTA PER LA M1 MOTOGP

Torakusu Yamaha era un individuo dalle molteplici attività, senza mai specializzarsi su di un singolo settore. Quello che, apparentemente, oggi è tornato d'attualità in pista. All'immobilismo delle ultime stagioni, con gli sviluppi che recitavano soltanto una mole di nuovi forcelloni, si contrappone una serie di aggiornamenti che giovano se non ancora al responso del cronometro, quantomeno sulla sgrossatura della M1 2025 che verrà. In quel di Assen prove comparative di impianti di scarico, ma soprattutto una nuova specifica di propulsore a disposizione con una singola unità per ciascun pilota. Promossa, per quanto non sia propriamente Assen la pista congeniale per farsi un'idea. Insomma: saper far tutto e saperlo farlo bene. Non solo le prodigiosi doti ciclistiche (marchio di fabbrica Yamaha), ma anche motore ed un'aerodinamica efficiente, avvalendosi di professionisti affermati del calibro di Luca Marmorini e Max Bartolini. Quest'ultimo, strappato a Ducati, figura centrale per i futuribili propositi ambiziosi di Iwata.

COMPROMESSO

Yamaha nacque come Organ Manufacturing Company nel lontano 1887, diventando subito popolare per gli strumenti musicali. I parallelismi tra questo settore ed il motociclismo si sprecano, ma in sostanza la filosofia aziendale di partenza è la medesima. Per trovare il giusto compromesso, bisogna ispirarsi alla simbiosi totale di un'orchestra dedita a far risuonare una meravigliosa melodia. Un equilibrio che nella tecnica motociclistica si sposa sulla strada perseguita nello sviluppo della M1 MotoGP. Trovare più cavalli, risolvere la canonica problematica della mancanza di grip, senza tuttavia pregiudicare le peculiari qualità ciclistiche della M1. Una "coperta corta" finora, una meravigliosa melodia nei piani di chi di dovere per il futuro.

SI PUNTA SULLE STELLE DELLA MOTOGP

Come se non bastasse, il buon Torakusu Yamaha era un grande studioso di astronomia, passione trasmessagli dal padre astronomo. Nella MotoGP contemporanea, lo si voglia o meno, la ricerca delle stelle è un punto di partenza imprescindibile. In primis tra i piloti: Fabio Quartararo punta di diamante dei piani futuri, al quale si affiancherà nuovamente Alex Rins, bloccato per le prossime due stagioni. Stelle anche tra i tecnici come Max Bartolini, una stella anche il team Pramac, secondo Factory Team a tutti gli effetti per le prossime 7 (!) stagioni. Individuando anche gli astri nascenti, con il programma Moto2 che verrà rivisto e potenziato per il futuro, con un vero Junior Team condiviso insieme alla stessa realtà di Paolo Campinoti.

SI ATTENDE IL RESPONSO DEL CRONOMETRO

Yamaha torna ad avere una sua centralità nel paddock del Motomondiale, ma alla fine l'insindacabile giudice del Motorsport resta il cronometro. In azienda lo sanno eccome. D'altronde, come prima attività professionale, il suo fondatore Torakusu Yamaha realizzò orologi…

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