
Perdere il tuo pilota di maggior successo e uno dei migliori della storia è un pugno nello stomaco. Lo sarebbe in ogni circostanza e a maggior ragione con questa crisi. È tempo di rilanciare il progetto con pazienza e cambiamenti. L'unica cosa 'positiva' è che non dovranno più sborsare più fior' di milioni per il suo ingaggio e tali cifre possono essere dirottate sull'aspetto tecnico, sull'evoluzione della RC213V e l'arrivo di nuove figure ingegneristiche. La rivoluzione tecnica richiede tempo e denaro. "La Honda avrebbe bisogno di due anni per raggiungere la Ducati… se le concessioni MotoGP andassero bene", ha detto Marc Marquez.
Le prossime mosse ai box
Hanno già sostituito Shinishi Kokubu con un altro giapponese Shin Sato, nel ruolo di direttore tecnico generale. Il campione di Cervera ha chiesto ingegneri europei e Alberto Puig ne ha sentiti diversi, ma non sono arrivati, compreso Gigi Dall'Igna che per adesso ha declinato l'offerta. Neppure Davide Brivio al momento sembra interessato all'offerta. Risolvere il problema della scarsa aderenza al posteriore è la grande sfida. Serve prima delineare la line-up piloti del team Honda factory: Joan Mir resta: "Voglio vincere qui, questo è il mio sogno", ha ribadito il campione 2020. Tuttavia, sa che la rinascita è complessa. In India è arrivato quinto nella sua gara migliore, ma la sua stagione è stata deprimente, piena di cadute e infortuni.
Accanto a lui, molto probabilmente, ci sarà Johann Zarco, inizialmente contrattualizzato da LCR, ma pagato da HRC. Il francese potrebbe diventare il perno centrale del progetto Honda in MotoGP, per il veterano sarebbe la sua ultima grande occasione in carriera per centrare la prima vittoria in classe regina e magari puntare al Mondiale. Lucio Cecchinello potrebbe ripiegare su Iker Lecuona da affiancare a Takaaki Nakagami. Non convince Fabio Di Giannantonio, agnello sacrificale dell'arrivo di Marc Marquez in Ducati Gresini. Il pilota romano sta sondando il terreno in Superbike.
Marquez senza il suo staff
Cosa cambia per il sei volte campione della classe regina? Secondo le prime indiscrezioni andrà nel box satellite da solo, senza membri cruciali della sua ristretta cerchia di collaboratori. A cominciare dallo storico capotecnico Santi Hernandez. La Casa di Borgo Panigale non ha intenzione di lasciare dati sensibili a ingegneri che dopo un anno saranno liberi di andare altrove e potrebbero trasferire alcuni segreti ai marchi rivali. Gresini gli affiancherà molto probabilmente Frankie Carchedi, attuale capotecnico di Fabio di Giannantonio e capotecnico di Joan Mir quando vinse il titolo 2020. Marc Marquez dovrà adattarsi non solo ad una nuova moto ma soprattutto ad un nuovo ambiente. Impresa non facile se si considera il numero ristretto di test invernali. O forse l'attenzione del fuoriclasse catalano è già puntata al 2025...
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