Tamponi effettuati nella giornata di ieri, oggi i piloti della MotoGP invieranno l'esito attraverso la App della Dorna. Per entrare nel paddock di Valencia bisogna rispettare i rigidi protocolli anti-Coronavirus stilati alla vigilia del Mondiale. Come da regolamento occorre un test negativo da effettuarsi due volte e 72 ore prima dell'arrivo in autodromo. In caso di positività, come avvenuto ad esempio a Valentino Rossi, scatta il divieto di partenza e l'obbligo di quarantena. La carovana del Dottore è pronta per affrontare il week-end di Cheste, ma nella giornata di oggi dovrebbe esserci l'ufficialità.
L'emergenza
Coronavirus sarà all'ordine del giorno nel
GP d'Europa dopo l'avanzata di una nuova ondata. La Spagna è in stato di allerta dalla fine di ottobre, con un coprifuoco in vigore in tutto il Paese, tranne nelle isole Isole Canarie. Da due giorni si registrano scontri tra manifestanti e forze dell'ordine per protesta contro le restrizioni decise dal governo. All'interno del paddock della MotoGP si cerca di viverla con la massima attenzione e serenità, cercando di evitare spostamenti in aerei (se non con voli privati). "
Come abbiamo visto con Arbolino il rischio è altissimo", ha detto Aleix Espargarò. Il pilota Aprilia finora è sempre tornato a casa sua, in Andorra, tra un Gran Premio e l'altro, "
ma ero a casa con i miei due figli e mia moglie... In questi anni ho imparato che in campionato e nella vita non ha senso preoccuparsi di cose che non si possono controllare".
Il parere di Mir e Dovi
A rischiare grosso è il leader della MotoGP, Joan Mir, che rischia di perdere tanto in caso di contagio. C'è apprensione non solo per i viaggi, ma anche nei rapporti familiari. "Sono molto preoccupato. È difficile da controllare. Non voglio nemmeno uscire di casa. Se vogliamo lottare per il campionato del mondo, è fondamentale non perdere nessuna gara... Se la mia ragazza fa un test PCR in anticipo, non vedo alcun problema a tornare a casa se non devo prendere un aereo o correre altri rischi". I piloti residenti in Andorra sembrano poco propensi a rispettare il richiamo dell'IRTA, che ha chiesto di restare tra paddock e hotel durante il trittico finale di questo campionato.
A prenderla con filosofia è anche
Andrea Dovizioso, consapevole che il rischio zero non è possibile. Aritmeticamente in corsa per il titolo mondiale, il pilota Ducati non sembra terrorizzato dall'emergenza Coronavirus. "
Bisogna rispettare le regole nel miglior modo possibile, ma non abbiamo il pieno controllo. Nessuno ce l'ha. Cerco di stare attento, ma onestamente, non sono troppo preoccupato".
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