Ad Austin, per la prima volta in questa stagione MotoGP, il vincitore della gara domenicale non è stato
Marc Marquez. Francesco Bagnaia ha ottenuto la sua prima vittoria, grazie alla caduta del compagno di squadra. Il #93 è ormai celebre non solo per la lunga scia di successi in carriera, ma anche per le sue capacità di salvare la moto dall'asfalto con manovre al limite del possibile...
Marc Marquez show-man
Difficile prevedere come andrà a finire questo Mondiale MotoGP, un campione è colui che accumula più punti alla fine del campionato. Ma
Marc Marquez oltre ad essere il super favorito è forse l'unico in grado di dare spettacolo a questo sport, in questo determinato momento. Al COTA ha spiazzato tutti con quella fuga ai box poco prima del giro di riscaldamento, per passare dalla moto con assetto 'rain' a quella con gomme slick. Una manovra abbastanza criticata e rimasta impunita, ma che sicuramente ha regalato show al pubblico a casa e sugli spalti.
Partito subito alla grande, dopo aver conquistato la pole e la vittoria nella Sprint,
Marc Marquez è finito ko alla curva 4 perdendo il controllo dell'anteriore. Quando sembrava che la gara fosse ormai scritta, un altro colpo di scena ha ribaltato il pronostico e servito il trionfo sul piatto d'argento a Bagnaia. Ora sono pronti per il quarto round MotoGP in Qatar e siamo tutti in attesa di vedere se assisteremo davvero a un classico duello per il titolo. Oppure sarà una gara con un solo partecipante, in cui Pecco dovrà aspettare che Marc commetta un altro passo falso. L'otto volte iridato è dipendente dal rischio, non può essere altrimenti, sempre alla ricerca del limite e delle prestazioni spettacolari.
I salvataggi estremi
Di recente il pilota di Cervera ha raccontato della sua capacità di salvare la moto in situazioni particolari. Il primo grande salvataggio risale al 2010, alla curva 3 del Montmelò, quando gareggiava nella classe 125. Fu l'anno in cui ha cominciato a scrivere la storia, conquistando 10 GP e aggiudicandosi il suo primo titolo mondiale. Il salto alla Moto2 ha dato ampio spazio al suo istinto di salvataggio, con le moto più imprevedibili e nervose. "Soprattutto in Moto2, ho evitato molte cadute perché con quella moto avevamo molto chattering. Con quelle vibrazioni, giocavo sempre con il gomito per salvarmi dalle cadute", racconta Marquez.
Per allenarsi in questa dote gli allenamenti offroad sono fondamentali. "Il motocross e lo sterrato sono i luoghi in cui sperimento davvero i limiti del controllo della moto. È importante, aiuta a capire cosa devi fare in ogni situazione... Lì puoi sperimentare più facilmente e spingerti oltre i limiti senza il rischio di farlo su una moto da strada". Anche nell'ultimo GP di Austin ha sfoggiato queste sue abilità, salvandosi da un highside nel primo giro della MotoGP Sprint. "Sono situazioni che accadono in millesimi di secondo. Il tuo corpo reagisce istintivamente, grazie a tutti quegli anni di esperienza e allenamento".
Tuttavia, il pilota è consapevole che non tutte le situazioni sono risolvibili. La sua caduta nella gara domenicale in Texas, dopo aver urtato un cordolo mentre era in testa, gli è costata punti preziosi. "
A volte si spinge troppo e la moto non perdona. È l'equilibrio che cerchiamo sempre: essere al limite ma senza andare troppo oltre". Un errore che l'ha sbalzato momentaneamente dalla testa della
classifica generale, regalando questo onore a suo fratello Alex Marquez.
Foto: Instagram @marcmarquez93