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Marc Marquez ritorna al Sachsenring, il suo circuito per eccellenza, sia in MotoGP che nelle classi minori. In terra tedesca il fuoriclasse della Repsol Honda è imbattuto da 11 anni, ma stavolta la sua scia trionfale verrà probabilmente interrotta. Le condizioni della spalla non gli consentono di spingere al limite la sua RC213V, che lamenta qualche ritardo tecnico in percorrenza di curva. La sua lunga assenza per infortunio ha impedito una raccolta dati vitale per i tecnici HRC, perché tutto ruotava intorno ai suoi feedback. Poco importava se gli altri piloti del marchio non fossero da podio, l'importante era collezionare titoli mondiali. Una filosofia che ha portato la Casa giapponese sul tetto della Top Class dal 2013 ad oggi, ad eccezione del 2015 e del 2020, quando si è infortunato alla prima gara.
Al Sachsenring senza sogni
Il Sachsenring esalta il suo stile di guida, frutto di un intenso allenamento nel motocross e nel dirt track. Il sei volte campione MotoGP ha raccolto successi anche nel Superprestigio, prima di interrompere la competizione per evitare infortuni... Alla pari di una pista di dirt track, il tracciato tedesco è una pista antioraria e la più breve del calendario (3.671 metri). Inoltre
Marc Marquez ama le curve a sinistra e qui se ne contano 10 su 13. Il settore dalla curva alla 4 alla 10 è contrassegnata da sole curve a sinistra ed è qui che i tempi sul giro registrano una differenza. Stavolta sarà diverso, il Cabroncito approda in Germania dopo un lungo periodo di buio, sia tecnico che fisico. Reduce da tre cadute consecutive in gara, qui potrebbe trovare un po' di ossigeno, dato che il braccio destro verrà stressato di meno.
Puntare alla vittoria sarebbe però miracoloso, l'attenzione è puntata sulla conferma del
lavoro svolto nell'ultimo test. Forse solo dopo la pausa estiva rivedremo il fenomeno che conoscevamo fino alla caduta di Jerez 2020, anche se sarà comunque un anno di transizione per Marc. La concorrenza è sempre più agguerrita, ma non basterà a fiaccare il morale dell'otto volte iridato. "
Certo che c'è un cambio generazionale in MotoGP. Questo è normale, questo è lo sport e così è la vita. Adesso dalla Moto2 arrivano tanti giovani talenti - sottolinea
Marc Marquez -.
A 28 anni mi sento ancora giovane... Quando non mi sentirò più abbastanza competitivo per vincere le gare, allora sarà meglio restare a casa".
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Foto: Getty Images
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