MotoGP, Marc Marquez: grandi cambiamenti e valori indissolubili

MotoGP
lunedì, 10 marzo 2025 alle 9:50
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Marc Marquez è un chiaro contendente al titolo MotoGP 2025. La vittoria in Thailandia è solo una conferma di questa tesi, ma già nella sua esperienza con il team satellite Gresini e nei test invernali aveva dato prova che la stoffa del campione gli è ancora cucita addosso. Negli anni non solo ha saputo adattarsi a diversi stili di guida; anche la mentalità si è dovuta modificare in base alle circostanze e all'età.

Prima vittoria in rosso

La vittoria in Thailandia ha avuto per Marc un forte significato personale, non solo per il ritorno sul gradino più alto della MotoGP dopo anni di difficoltà. In seguito all'infortunio di Jerez nel 2020 ha dovuto affrontare operazioni, momenti psicologicamente difficili, in cui ha pensato fosse il momento di ritirarsi, riabilitazioni, problemi alla vista. Vincere una gara della Top Class, all'esordio con la Ducati ufficiale, e riuscirci con suo fratello Alex sul podio, ha aggiunto una componente emotiva al weekend. Un Gran Premio davvero particolare per l'otto volte campione del mondo, che ha deciso di elargire tutti i guadagni del fine settimana, 306.000 euro, a diverse associazioni benefiche locali per i bambini orfani.

La metamorfosi di Marc

In un'intervista rilasciata allo sponsor Estrella Galicia 0,0, Marc Marquez ha risposto a una serie di domande che svelano il suo modo di pensare, i suoi rituali prima di ogni gara e come è cambiato negli anni. E' cambiato l'approccio alle gare, innanzitutto. Fino a qualche anno fa pensava soltanto ad essere primo, ora il suo obiettivo primario è non commettere errori, cosa che dimostra la maturità e l'esperienza acquisite con il passare delle stagioni in MotoGP. "Oggi penso a non commettere errori, 10 anni fa pensavo solo a vincere o a provarci".
Questa trasformazione non significa che abbia perso la fame di vittorie e lo spirito combattivo, piuttosto che abbia imparato a gestire meglio le situazioni e l'emozioni, filtrando in positivo e utilmente l'adrenalina. Da qui l'inedita maturità del "cannibale" di Cervera, cresciuto a suon di vittorie, infortuni, ripartenze, cambiamenti personali e di circostanza. Due i momenti chiave che hanno segnato la sua carriera. "Il mio debutto in MotoGP è stato un grande cambiamento, e poi lasciare la squadra della mia vita, che era la Repsol Honda".

I valori indissolubili

Il suo arrivo nella massima categoria nel 2013 ha segnato una pietra miliare nella storia del motociclismo. Non solo è diventato il più giovane campione della storia, ma ha rivoluzionato il modo di andare in moto, spostando i limiti della MotoGP come mai avvenuto in precedenza. Dieci anni con la Honda hanno scritto libri di storia, record, successi, sei titoli mondiali. Poi la decadenza dovuta ai molteplici interventi all'omero destro, mentre parallelamente la RC213V diventava una moto in devoluzione. La necessità di una nuova sfida lo ha portato alla Ducati Gresini, dove ha trovato una seconda vita nella sua carriera. Anche a costo di perderci dal punto di vista economico.
Nonostante il trascorrere del tempo, c'è qualcosa che però non è cambiato in Marc Marquez: "La passione, il desiderio, le farfalle nello stomaco non sono cambiate". Così come restano immutati i valori per la famiglia. "Per me sono intoccabili la mia gente, la mia famiglia, le persone a me più vicine".

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