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La MotoGP sta proponendo nuovi vincitori e risultati tecnici a sorpresa: succede perchè il livello si è abbassato? E' quanto sostiene Andrea Fanì, firma della redazione motori di La Gazzetta dello Sport, in un commento pubblicato sull'edizione cartacea all'indomani della quinta prova
Mondiale. "
Cinque gare di MotoGP e quattro vincitori (di cui tre per la prima volta, Quartararo, Binder e Oliveira). Le facce della medaglia sono due. La prima: è un Mondiale incerto e forse proprio per questo interessante. La seconda: è un Mondiale senza campioni fenomenali (in alcuni casi senza uno stato di forma fenomenale, perché il talento è fuori discussione), con la qualità assoluta calata rispetto al passato". "Manca il re indiscusso"
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L’infortunio di Marquez — sacrificato sull’altare dello show — ha spodestato il re indiscusso, che tra l’altro nella gara inaugurale stava compiendo una rimonta di puro talento misto a rabbia" scrive Fanì. "
E così con un Rossi in fase calante e un Dovizioso a fasi alterne, il campionato 2020 non ha un interprete che lascia ammirati. La gara numero 900 della top class l’ha vinta Oliveira, che per carità avrà anche talento e forse un giorno sarà anche campione, però è lontano anni luce dai Marquez, dai Vale, dai Lorenzo degli ultimi anni. E il leader della classifica, Quartararo, arriverà a livelli altissimi ma dopo i primi due schiaffi dati alla concorrenza, adesso è parecchio in affanno". Maverick Vinales bocciato
Andrea Fanì rileva anche il deludente rendimento di Maverick Vinales. "Anche Viñales — al di là della paura di ieri — sta scomparendo proprio nel momento in cui invece dovrebbe dire al mondo, “sì, sono io il dopo-Marquez”. Mondiale divertente perché senza un finale già scritto: probabilmente lo ricorderemo come il più avvincente degli ultimi anni, ma per i fenomeni meglio ripassare".
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