Il due volte campione del mondo MotoGP
Pecco Bagnaia sta vivendo una stagione non facile con la Ducati GP25. Nelle prime dieci gare del 2025 ha centrato solo una vittoria e cinque podi, che gli valgono il terzo posto in classifica generale con un gap di 126 punti dal leader Marc Marquez. La Casa di Borgo Panigale è al lavoro per ridargli quella magica sintonia con la Desmosedici. Ma se e quando troverà una soluzione forse sarà troppo tardi per puntare al titolo.
I primi giri di Pecco
Il papà Pietro Bagnaia parla del suo fuoriclasse da un punto di vista più familiare e intimo. Dietro ad ogni pilota si nasconde una storia di vita, episodi che segnano il carattere e una carriera, momenti indelebili che restano scolpiti nella mente. In una video intervista pubblicata da BENZINE a cura di Cosimo Curatola (
qui il video integrale) il padre di Pecco parla del ruolo della famiglia, dei sacrifici fatti, dei momenti difficili e dei valori che hanno sempre guidato il pilota piemontese.
"Ho avuto la fortuna di avere la fortuna di avere tre figli e di vivere con loro un rapporto molto sereno. Io ero un babbo giovane, con Pecco facevo cose estreme, una volta al luna park l'ho portato nel tunnel dell'orrore e si è messo a piangere, ho sempre avuto un rapporto molto complice con Pecco e gli altri due".
In Moto3, al debutto nel Mondiale, Pecco si mette subito in mostra. "Con la Mahindra è stato fantastico, ci ha messo il cuore perchè ha trovato una squadra meravigliosa, quella di Aspar Martinez. Si è creato un rapporto di grandissima amicizia con loro che dura ancora oggi. Pecco era passato anche da qualche situazione non proprio giusta, in quella stagione ha fatto capire che c'era anche lui".
Il babbo di Pecco ricorda gli inizi. "Ho seguito la sua passione, è stato un cammino bellissimo, fatto tutto di tappe positive, eccetto qualcuna. Si è formato nel paddock del CEV, lì ha preso subito una direzione ideale, il giusto imprinting, è un ambiente molto disciplinato e formativo. Pecco aveva 14 anni, ha avuto delle guide fantastiche. Putroppo l'anno dopo con il Team Italia non ci siamo trovati, abbiamo trovato un ambiente diverso. Ha sperimentato un metodo diverso, un modo di vedere le corse più approssimativo. In Italia se vai forte bene, se vai piano vai a casa. Non va bene per ragazzi così giovani". Ma Bagnaia pilota e la sua famiglia hanno superato tutto di slancio.
Bagnaia e i tre titoli mondiali, due in MotoGP
Pian piano sono arrivati i risultati, come il titolo in Moto2 nel 2018 e il salto in MotoGP nel 2019. Poi la soddisfazione più grande, diventare campione del mondo di MotoGP. "
E' stato ancora più incredibile. Qualcosa che non potevamo nemmeno sognare". Nel 2023 ha conquistato il secondo Mondiale in classe regina, nel 2024 l'ha perso per un soffio, dopo un lungo testa a testa con Jorge Martin. Quest'anno deve vedersela con un mostro sacro come Marc Marquez, leader incontrastato
in classifica.
A tal proposito Pietro Bagnaia spiega: "Pecco guida aggressivo ma accompagna tutte le azioni con grande dolcezza. La sua moto non è mai ferma, spacca la leva del freno, fin da quando guidava le moto piccole ha guidato con grande aggressività. Per me, da padre, è una gioia vederlo guidare." E il momento attuale? "Conosce la Ducati dal 2021, lui ha mantenuto sempre la sua costante, quella che gli permetteva di fare certe cose. Quest'anno gli sta un pò mancando la confidenza che negli anni prima era quello che gli faceva fare la differenze. Però lui non pensa a cosa è stato, ma a quello che sarà".
Adesso c'è la montagna Marquez da scalare
"Tra Pecco e Marc non si sono mai conosciuti quando mio figlio era un ragazzino, ma se sei uno sportivo come fai a non stimare un campione così? Quando Pecco è arrivato nei GP, Marc era già famosissimo e aveva vinto già dei Mondiali." Quindi Marc è sempre stato un modello per il più giovane Bagnaia. Certo, batterlo è difficile ma è questo il bello. "Lo sport è superare i limiti, è la soddisfazione più grande." Pecco e suo papà sono sportivi veri, e la prossima sfida è il Sachsenring, la pista magica di Marc. Una montagna più alta di così non c'è.
Foto Instagram @pecco63