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Il futuro in MotoGP per
Jorge Lorenzo non è da escludere categoricamente. Dopo l'addio annunciato a Valencia il pentacampione non ha mai nascosto l'ipotesi, anche se remota, di tornare a gareggiare qualora si presentassero condizioni ottimali. In altri termini, il maiorchino attende notizie da Yamaha o Ducati. Con la M1 il feeling è sempre stato ottimale, una moto con cui ha vinto tre titoli in classe regina, un costruttore lieto di riaccoglierlo in veste di collaudatore. Subito dopo la rescissione del contratto con HRC Lin Jarvis, anche su consiglio di Valentino Rossi, si è precipitato a offrirgli i panni del tester. Peccato che l'emergenza Covid-19 abbia costretto a
rivedere il programma di test e ad annullare le wild card.
LA SELLA DEL DOVI UNICA CHANCE
Jarvis ha spiegato a chiare lettere che
Jorge Lorenzo aveva intenzione di rimettersi in gioco in MotoGP. Dietro la facciata delle wild card avrebbe voluto capire quanto potesse essere competitivo in sella alla M1. Ma il team Petronas SRT sembra ormai orientato a scritturare Franco Morbidelli e
Valentino Rossi. Una mossa che spiazza i sogni del maiorchino ma non li spezza. Perché resta ancora una sella libera in Ducati, quella di
Andrea Dovizioso, e Lorenzo si sarebbe offerto volontariamente. Già nell'estate 2020 Gigi Dall'Igna ha provato il colpaccio per un possibile ritorno, ma Honda ha alzato le barricate sventolando il contratto biennale da rispettare.
Adesso tutto è nelle mani di
Andrea Dovizioso e del manager Simone Battistella. Ancora non c'è accordo sulle cifre, bisogna rivedere lo stipendio del 2020 e poi quello per la stagione MotoGP 2021 (con contratto annuale). Le parti sono ancora lontane anche se entrambe preannunciano la firma imminente. Viceversa, qualora qualcosa dovesse andare storto ribaltando il tavolo delle trattative, Ducati potrebbe optare per
Jorge Lorenzo. La separazione a metà campionato 2018 è avvenuta un po' a malincuore, proprio quando i risultati iniziavano ad arrivare. Jorge Lorenzo dovrebbe ovviamente accontentarsi di un ingaggio "umano", ben lontano dai 12 milioni di euro a stagione.
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