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La carovana della MotoGP va spostandosi verso Brno e poi lo Spielberg, per
Andrea Dovizioso e Ducati sarà un trittico decisivo per la stagione in corso e anche per il futuro. In ballo c'è anche il rinnovo del vicecampione e la data ultima per una decisione è fine agosto. I dati a disposizione dovrebbero in teoria essere sufficienti ai tecnici italiani per trovare le opportune soluzioni ai
problemi con la soft e in ingresso curva.
La soluzione nei dati Pramac?
Si lavora anche sui dati di
Pecco Bagnaia e Jack Miller che nel doppio round andaluso hanno sfoggiato prestazioni degne di imitazione, sia sul giro secco che sul ritmo gara. "
Bagnaia ha avuto un buon ritmo, il migliore dei piloti Ducati", ha commentato il Dovi dopo la sfida andalusa. "
C'è una ragione per questo. Controlleremo i dati, come fanno tutti, perché nella MotoGP di oggi tutti possono vedere e studiare i dati di tutti i colleghi del marchio. Pecco guida meglio perché usa il freno posteriore in modo diverso e scivola in modo diverso. Lo analizzeremo sicuramente, ma l'abbiamo già fatto".
La frenata di Pecco
Leggermente diverso il caso di Jack Miller che è caduto dopo 10 giri, ma già in gara 1 ha mostrato di avere qualcosa in più, pur finendo alle spalle di
Andrea Dovizioso prima del traguardo. "
Anche Jack era lì, ma penso che fosse davvero al limite, motivo per cui è caduto. Ma ovviamente ci sono molte cose interessanti che devono essere analizzate per arrivare pronti per Brno". Attenzione puntata sui dati della telemetria e alla fase di frenata, un aspetto su cui Pecco ha lavorato tanto dalla scorsa stagione MotoGP. "
Abbiamo lavorato bene questo fine settimana e sono stato in grado di fermare bene la moto nella prima parte della fase di frenata. Cerco anche di evitare di girare sulla ruota posteriore durante l'accelerazione".
Problemi dal 1° giro
Nonostante le difficoltà il forlivese chiude anche la seconda gara come miglior pilota Ducati. A guardare il bicchiere mezzo pieno ci sono 26 punti preziosi per il campionato. Ma nel bicchiere mezzo pieno si annidano difficoltà che rischiano di non venire risolte in tempo. "Abbiamo fatto un grande passo nel warm-up. Ero contento perché avevamo scelto la strada giusta - ha spiegato Andrea -. Sapevamo che l'elettronica non sarebbe stata perfetta perché mancavano i dati corretti per le temperature nel pomeriggio. Ero molto forte in frenata, ma non riuscivo a tenere il passo quando ho rilasciato il freno. Non ho potuto spingere in curve lente o veloci. L'ho capito al primo giro e non avevo nessun jolly pronto".
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