Questo fine settimana, quando vedrete in diretta TV la MotoGP al Mugello e la Superbike ad Aragon pensate a quanti canguri e bovini sono stati uccisi per vestire i 102 piloti in azioni. Una mattanza che potrebbe finire subito. Basta volerlo, perchè l'alternativa sintetica c'è.
LAV (Lega Anti Vivisezione) ha condotto uno studio accuratissimo sull'utilizzo delle tute di tutti i piloti del MotoMondiale (MotoGP, Moto2 e Moto3) e Superbike. Fra questi 102 piloti, ad oggi solo uno veste una tuta animal free: si tratta di Alberto Surra (nella foto d'apertura), rivelazione di stagione, che indossa una tuta Virus Multiprotective. Il brand più diffuso è Alpinestars, che equipaggia 51 piloti (68%) con la Racing Absolute V2, una tuta in “canguro e pelle bovina”. Al secondo posto Dainese con 15 piloti (20%): la sua Mugello RR D-air e la Demone GP sono interamente realizzate in pelle di canguro.
Marco Melandri: "Pensate a cosa indossate"
Al Mugello
LAV sarà presente con postazioni agli ingressi che raccontano cosa c'è dietro la sicurezza dei piloti che amiamo. Migliaia di canguri uccisi ogni anno, con un colpo alla testa. Un macello che costa la vita anche i piccoli, che non sono sfruttati commercialmente e vengono uccisi con lo schiacciamento del cranio dopo l'uccisione della madre. In Australia la caccia è autorizzata dal Governo: ne vengono sterminati 4,5 milioni ogni anno.
Marco Melandri, ex campione del Mondo, è uno dei piloti più sensibili a temi sociali ed etici: è il testimonial perfetto per questa campagna.
"Ho indossato queste tute per anni, senza sapere di cosa fossero fatte, ora lo so e voglio che lo sappiamo i piloti e tutti gli appassionati" denuncia Marco.
L'alternativa c'è già
Marco Melandri spiega il concetto.
"Si lavora sulla moto per migliorarne le prestazioni, si è lavorato tanto sulla sicurezza, si lavora sul fisico per essere più prestanti, è importante anche salvaguardare gli altri e in questo caso gli animali, i canguri. Quando andate in Australia a salutare i canguri provate a pensare che potrebbe essere il prossimo che vestite. Mettetevi una mano sul cuore e preferite materiali alternativi alla pelle animale. A volte si rimane attaccati alle tradizioni, si ha paura di cambiare. Però come è stato un po’ per l’airbag che all’inizio lo si vedeva come un qualcoa di pesante, di caldo – perché non passava l’aria – adesso è un qualcosa che non puoi più farne a meno. Adesso l'alternativa sintetica c'è. Il materiale con cui è fatta una tuta ha la sua importanza ma è meno importante di quello che si crede” Regolamento FIM: la pelle non è obbligatoria
L'utilizzo di materiali sintetici è già consentito dal regolamento della Federmoto Internazionale: "Shall be constructed from leather or an equivalent material which satisfies the requirements of Table 1, column 1." La formulazione è identica per tutte e tre le classi (MotoGP, Moto2, Moto3) e riguarda anche guanti e stivali. Il Regolamento non impone la pelle animale: richiede che il materiale soddisfi determinati parametri tecnici di resistenza all’abrasione, alla lacerazione e strappi (”Tabella 1”). Materiali sintetici che rispettino tali soglie sono pienamente omologabili. Non esiste quindi alcun ostacolo normativo alla transizione animal-free: è una scelta industriale e commerciale dei brand, non un vincolo regolamentare.
Ora tocca a chi le realizza
LAV porta avanti questa campagna da tempo e sta sensibilizzando le principali aziende d'abbigliamento italiane. "Stiamo contattando anche i team, Costruttori e il Promoter Dorna Sport per chiudere un confronto sulla insostenibilità della filiera “del canguro” e per individuare soluzioni alternativi ed animal-free" spiega Simone Pavesi, responsabile LAV Area Moda Animal Free. Ad oggi, non abbiamo ricevuto alcun riscontro e per questo abbiamo avviato la campagna Ride Smart. Go K-Free! Invitando milioni di appassionati a sostenere il nostro appello” .