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Andrea Dovizioso sperava sicuramente di trovarsi in una posizione migliore dopo le qualifiche del sabato. Il pilota della
Ducati ha affrontato una giornata difficile dove non è riuscito a superare la
Q1 ed è stato così costretto ad accettare la 17° posizione in griglia di partenza. Dopo un buon venerdì le aspettative erano diverse e la sfortuna non ha sicuramente aiutato il vice campione del mondo in carica che ha dovuto fare i conti anche con la pioggia.
“Il meteo non ci ha fatto fare dei turni normali. Ci sono piloti che sono riusciti a fare il giro nel momento giusto e basta, altri no”, chiosa Dovi. “Nella Q1 dovevamo trovarci nella posizione giusta; ho cercato di stare il più avanti possibile visto l’arrivo della pioggia e mi sono messo dietro a Rins, ma dietro gli altri sono andati più forte. Con la seconda gomma nessuno è riuscito a migliorare visto l’arrivo della pioggia”.
Partendo da così lontano diventa difficile pensare ad una buona gara: “Se fossimo riusciti a partire dalla 3° fila potevamo pensare ad un buon risultato, così indietro invece le possibilità sono poche. Come ritmo siamo nel secondo gruppetto ma siamo in molti; una buona posizione di partenza ci avrebbe permesso di gestire, invece in questo caso la gomma cala tanto e non si può forzare”.
Andrea Dovizioso: "I primi giri sono il 70% della gara"
Secondo Dovizioso solo le Suzuki possono rimontare da dietro: “Quest’anno chi ha fatto delle grandi rimonte ne è stato capace solo perché aveva tanta più velocità degli altri. Con la gomma attuale superare è difficile e non si può abusare del posteriore. Un Mir o un Rins possono riuscire a recuperare, specie Joan se rimarrà tranquillo dato che si sta comunque giocando qualcosa di importante. Morbidelli può vincere se riuscirà a guidare davanti da solo, Jack [Miller, ndr] è carico e Nakagami è veloce”.
È una MotoGP che da alcuni punti di vista sta diventando un po' come la F1: “Tanto dipenderà dalla partenza e dai primi giri. La posizione in cui ti ritrovi alla fine del 3° giro è il 70% della gara. Quando siamo in tanti ad avere un passo simile i primi giri e la partenza fanno la differenza, dato che molti saranno aggressivi. Da questo lato siamo diventati simili alla F1; il livello delle moto e dei piloti è così alto che siamo tutti vicini”.
Si prospetta un finale di stagione amaro: “Mi sarebbe piaciuto essere più competitivi, così ci divertiamo poco. La mancanza di velocità complica tutto, oltretutto è un’annata particolare dove non ci sono tifosi o amici attorno.
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