Marc Marquez in sella ad una moto competitiva giova a tutta la MotoGP. Una valutazione incontrovertibile, suffragata da elementi oggettivi emersi nei primi nove appuntamenti stagionali. Di fatto, con l'otto volte Campione del Mondo in sella alla Ducati Desmosedici GP23 del team Gresini, ci guadagnano tutti. Il diretto interessato, chiaramente. Perché no, i suoi avversari, legittimati ancor più dall'aver lottato ed in determinate occasioni battuto uno dei più grandi di tutti i tempi. Giova al "
Continental Circus" stesso, ritrovando un Campionissimo nelle posizioni che contano, al servizio dello spettacolo. Uno show che accresce anche in virtù di sue sventure, ma che giocoforza producono grandi bagarre a seguito di rimonte ormai definibili proverbiali.
LE RIMONTE DI MARC MARQUEZ
Per svariate ragioni, quest'anno in parecche occasioni
Marc Marquez si è ritrovato costretto a partire dalla quinta fila, mancando l'approdo al decisivo Q2 delle qualifiche ufficiali. In precedenza, parlando dei casi più emblematici, si è ritrovato tredicesimo in griglia a Le Mans ed a Barcellona, così come lo scorso weekend al Sachsenring. Tra molteplici insidie presentatesi lungo il cammino, MM93 il risultato l'ha sostanzialmente sempre portato a casa. In Francia concluse secondo nella Sprint e nella gara lunga, in Catalogna secondo e terzo, sesto ed ancora secondo al 'Ring. Smentendo la teoria che in MotoGP non si sorpassa più e la complessità nel compiere rimonte da antologia.
AL SACHSENRING RIMONTA SPECIALE
Se vogliamo quella del Sachsenring di domenica è una rimonta ancor più speciale. Nel "
budello" della Sassonia trovar spazio per sferrare l'attacco non è mai facile, ma il Fenomeno di Cervera non si è fatto problemi in tal senso. Prendendosi rischi e persino botte (
vedi contatto con Morbidelli), portando a casa l'ennesimo podio. Ciò che rende memorabile quanto compiuto nei 30 giri al 'Ring è come ci sia arrivato a questo epilogo. La brutta botta del venerdì con dito fratturato (OK, si fa per dire) e dolori al costato che non gli davano tregua (un po' meno OK), Bradl di mezzo al giro buono nel Q1, relegandolo ad una quinta fila da illustrissimo abbonato. Bagnaia (e Martin) erano ingiocabili, ma per il più basso gradino del podio (diventato poi il secondo) era della partita e ha vinto questa partita, anche a scapito del fratello Alex.
OCCASIONE MANCATA PER MARC MARQUEZ?
Legittimamente l'altra faccia della medaglia propone un quesito essenziale. Quella di
Marc Marquez al Sachsenring resta una superlativa rimonta o rappresenta un'occasione mancata? Insomma: sulla "
sua" pista poteva vincere, non si fosse e gli si fosse complicata la vita, tra il botto del venerdì ed un Bradl pascolante. Tempi alla mano, partendo dalla quinta fila, per come si era messa la gara, la vittoria non era fattibile. Ha chiuso a 3"8 da Bagnaia, ma più realisticamente restano i 5"7 di gap al terz'ultimo giro, quando è stato in grado di passare il fratello-teammate. Pecco sul finale si è preso tutto il tempo del mondo per portare a termine la contesa, pertanto lo svantaggio all'esposizione della bandiera a scacchi non è del tutto veritiero. A metà gara (15° giro), quando si è appropriato della quinta posizione, pagava 2"1 da Jorge Martin. Il quale, insieme a Bagnaia, viaggiava qualche decimo più forte. In una gara di Marquez condizionata dalla bagarre, resta pertanto proibitivo ipotizzare un suo ritmo in condizioni normali. Tuttavia, nella gara andata in scena, Martin e Bagnaia avevano qualcosina di più.
CACCIA ALLA PRIMA VITTORIA DA DUCATISTA
Di certo un weekend più lineare avrebbe concesso a Marc una legittima chance di preservare la sua imbattibilità al
Sachsenring. Se di occasione mancata si può parlare, lo si deve al botto del venerdì (per sua stessa ammissione), a prescindere dalle passeggiate in traiettoria di Stefan Bradl del Q1. L'appuntamento con la prima vittoria in MotoGP da Ducatista è ancora rimandato, ma al massimo è un problema suo. Gli appassionati super-partes si sono goduti, anche in Sassonia, l'ennesima rimonta da antologia di un
Marc Marquez che non molla mai. Ma proprio mai.