Dopo i test ufficiali della MotoGP svoltisi una settimana fa a Valencia, la Federazione Motociclistica Internazionale (FIM) sta valutando la possibilità di apportare modifiche alle moto del 2026. Manca soltanto la ratifica unanime della Motorcycle Sport Manufacturers Association (MSMA) prima di poter entrare in vigore. Tra i costruttori però serpeggia qualche malumore in questa pausa invernale...
Alette vietate per motivi di sicurezza
La FIM vuole proporre il divieto di montare alette su ambo i lati della sella del pilota, già dal 2026. Negli ultimi tempi sono apparse sull'
Aprilia RS-GP e sulla Honda RC213V, entrambe in grande ascesa nel finale di stagione MotoGP. E' pur vero che abbiamo visto le ali posteriori staccarsi su tutte le moto durante le gare a causa di contatti o incidenti. Da qui l'ipotesi che la Federazione voglia vietarle per motivi di sicurezza. Circolano voci secondo cui Ducati, in passato penalizzata per motivi molto simili, potrebbe aver invocato la questione della sicurezza, preoccupata per i progressi di Aprilia. Tuttavia, queste indiscrezioni non sono state confermate.
Un divieto tardivo
È importante che questa possibile modifica al regolamento MotoGP venga annunciata ufficialmente quanto prima, sebbene siamo già in ritardo. I team hanno diversi mesi fino al prossimo test ufficiale per iniziare ad apportare modifiche ai prototipi 2026. Lascia riflettere che la notifica, preannunciata dal sito Motorsport, sia arrivata soltanto ora, a Mondiale terminato, e non durante la stagione. Tutti i costruttori sono già al lavoro da mesi sulle nuove moto e l'eventuale decisione della FIM potrebbe causare qualche problema ai costruttori. Meglio se il divieto fosse stato annunciato durante il test di Misano, così da consentire di provare altre soluzioni a Valencia.
Costruttori in attesa
La vera rivoluzione regolamentare arriverà
nel 2027, con una MotoGP totalmente riprogettata e l'aerodinamica quasi azzerata. Ma se la FIM dovesse implementare questa piccola modifica alle alette per il 2026, ogni costruttore dovrà investire più soldi e denaro da subito. Il divieto non riguarda solo la rimozione delle alette dei sedili, ma anche l'equilibrio aerodinamico complessivo delle motociclette, poiché il flusso d'aria che colpisce le alette e viene generato nella parte anteriore dovrebbe essere riprogettato. Con il rischio di superare il budget previsto per la prossima stagione. Non resta che attendere notizie ufficiali.
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