Sabato 22 novembre Cervera è stata la capitale mondiale del motociclismo. Stavolta non solo ha festeggiato il titolo MotoGP di
Marc Marquez, ma anche il secondo posto di suo fratello Alex. Il destino ha voluto che una cittadina di appena diecimila abitanti abbia dato i natali a due grandissimi piloti. Una giornata di festa, con gente arrivata da ogni dove, ma non sono mancate le polemiche... in salsa spagnola.
La festa iridata a Cervera
Dopo cinque anni di calvario,
Marc Marquez ritorna ad essere il re della classe MotoGP. A distanza di un quinquennio dall'ultima incoronazione iridata, il fuoriclasse di Cervera è tornato nella sua città natale
per celebrare il nono titolo mondiale. Un trionfo dal sapore speciale, il primo in sella alla Ducati Desmosedici GP, conquistato quando mancavano ancora cinque Gran Premi da disputare. Un risultato degno di lode e gloria, con il maggiore dei fratelli Marquez che ha scavato un gap ben profondo rispetto ai rivali.
Tuttavia, mentre i tifosi osannavano i nomi dei fratelli, un'aspra polemica covava sui social media, alimentata dall'ala più radicale del movimento indipendentista catalano. Il peccato capitale dei fratelli Marquez? Prendere il microfono e rivolgersi alla folla in spagnolo. Ma dimenticano che la loro scelta era dettata dal buon senso, visto che lo show era ripreso dalle telecamere di Dazn per poi essere trasmesse in tutto il mondo.
Il saluto finale in spagnolo
Il campione e il vicecampione della MotoGP, per rispetto dei tanti tifosi che li guardavano dai loro divani fuori dalla Catalogna, hanno optato per la lingua spagnola, affinché il messaggio potesse arrivare a tutti. D'altronde le polemiche sono sterili. Chiunque segua la vita quotidiana di Alex e
Marc Marquez sa che parlano in catalano. Infatti, quando sono stati ricevuto in Municipio a Cervera, lontani dalle telecamere, hanno parlato in catalano con assoluta naturalezza.
Non è bastato per mettere a tacere le polemiche di alcuni giornalisti. Jair Domínguez, presentatore del canale televisivo pubblico 3Cat, ha lanciato il suo attacco su Twitter. "Vedere una famiglia di lingua catalana parlare spagnolo a Cervera davanti a dei catalani è stato esilarante, sì", ha scritto con una vena sarcastica. Lluís Carrasco è stato ancora più incisivo. "La presa in giro di una famiglia. La violazione di un antico villaggio. La distruzione di una cultura. No. Non è divertente".
Marc e le solite critiche...
Sui social si è assistito ad una pioggia di insulti nei confronti dei due piloti MotoGP. Dimenticando che hanno data fama e lustro internazionale alla piccola cittadina di Cervera. Non è la prima volta che Marc deve fare i conti con queste critiche "separatiste". In passato era stato biasimato per aver sventolato la bandiera spagnola dopo le sue vittorie e per essersi trasferito a Madrid. Inoltre bisogna sottolineare che
Marc Marquez ha rifiutato la facile soluzione di trasferirsi ad Andorra per pagare meno tasse, scegliendo invece di versarle in Spagna e contribuire al Paese come qualsiasi altro cittadino.
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