
Il polso è ancora fratturato, il dolore non se n'è andato, eppure Jorge Martin è in Q2. Il pilota Aprilia ha chiuso settimo la Practice del venerdì a Lusail, conquistando l'accesso diretto alla seconda sessione di qualifica. Lui stesso, però, non nasconde quanto gli sia costato: "Sento ancora che è rotto", ha ammesso a fine giornata.
Il campione del mondo 2024 si era fratturato il polso nella caduta di Phillip Island e una settimana fa aveva dovuto rinunciare al Gran Premio della Malesia. In vista del Qatar, come avevamo raccontato in Jorge Martin ci riprova in Qatar: "Ora vedremo come risponderà il fisico", lo spagnolo non sapeva come avrebbe reagito il suo corpo. La risposta del venerdì è stata migliore del previsto: quinto nelle FP1 a 0.734 da Marc Marquez, poi settimo nel turno pomeridiano che decide la Q2.
Martin: "Non sono al cento per cento"
Parlando con Motosan, Martin ha fatto un bilancio onesto. Il rimpianto è non essersi sentito così già a Sepang, ma la priorità resta dosare gli sforzi per non fare passi indietro. ""Mi sento bene, mi sento meglio. Onestamente avrei voluto avere questa sensazione in Malesia, perché sarebbe stata un'altra storia, ma è così. Comunque so che devo ancora gestire lo sforzo. Non sono al cento per cento. Sento ancora che è rotto, sento ancora dolore, ma posso sicuramente gestirlo."
Il passo avanti rispetto ai giorni scorsi è poter mettere in fila più giri consecutivi. Il momento peggiore resta il time attack, quando bisogna spingere al limite: "Posso fare un paio di giri di fila. Forse il time attack è dove ho le sensazioni peggiori, perché è lì che sento più dolore", ha spiegato.

L'adrenalina contro il dolore
Martin ha descritto un venerdì in crescita. Al mattino la mano non andava male, ma mancava qualcosa nell'ingresso in curva dopo la perdita di fiducia seguita alla caduta australiana. Giro dopo giro le sensazioni sono migliorate, fino a quello che lui stesso ritiene il suo miglior tempo di sempre in Qatar. Il segreto, per ora, è l'adrenalina: "Ne ho così tanta che anche se il dolore è atroce non mi importa e vado avanti".
Il vero limite non è il ritmo ma la forza. Lo stile di guida dello spagnolo, fatto di posizioni estreme sulla moto, ne risente, e tutto diventa un po' più lento. "Il problema più grande in questo momento è il time attack e la forza: stamattina non avevo praticamente nemmeno la forza di frenare", ha raccontato. In gara, invece, conta di soffrire meno e di gestire la situazione, magari con qualche antidolorifico in più.
Il GP resta un'incognita
Martin sa che il conto potrebbe arrivare nelle prossime ore. Il polso, a suo dire, sarà gonfio come una pallina da tennis. Lo spagnolo ammette che la gara lunga sarà un'incognita, perché finora non ha mai completato così tanti giri di fila. Le qualifiche diranno se il miglioramento del venerdì regge, la domenica se il polso ce la farà a reggere la distanza.
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