Considerando le premesse con cui si era avvicinato alla Tissot Sprint (
QUI la cronaca), Jorge Martin ha massimizzato il risultato al Mobility Resort
Motegi. Scattato dall’undicesima casella sullo schieramento di partenza, conseguenza di una madornale scivolata rimediata nel decisivo Q2 delle qualifiche ufficiali, il portacolori del team Prima Pramac Racing Ducati è riuscito a limitare i danni con una buona rimonta culminata con la quarta posizione al traguardo alle spalle dell’inavvicinabile terzetto di testa formato nell’ordine da Bagnaia, Bastianini e Marquez. Quanto basta per conservare la leadership del mondiale a scapito di Francesco Bagnaia (alla terza affermazione consecutiva nella gara
“corta” portandosi a -15) aspettando il GP di domani.
JORGE MARTIN SALVA IL SALVABILE
In una corsa inframmezzata da una fastidiosa pioggerellina, Jorge Martin ha raddrizzato un sabato che sembrava irrimediabilmente compromesso dopo una qualifica gettata nella ghiaia (“non lo considero un errore: pioveva ed era difficile non cadere” la sua spiegazione): “Non posso che essere contento del risultato. Chiaro, sarebbe stato meglio se fossi partito più avanti, ma scattando così indietro è il massimo che potevo fare oggi”, ha commentato il numero 89. “Inoltre, ho perso fiducia quando è caduta qualche goccia di pioggia. Non me la sentivo di spingere e ho perso parecchio terreno dai piloti davanti. In condizioni normali avrei avuto il potenziale per lottare con loro, domani spero di stare lì”.
AUTOCRITICA
Autore di un primo giro rasente alla perfezione recuperando in sol colpo ben 6 posizioni, alla tornata successiva il Campione del Mondo Moto3 2018 ha tuttavia ceduto il passo a Marc Marquez, a sua volta bravo e fortunato ad approfittare dell’uscita di scena di Pedro Acosta per salire sul terzo gradino del podio:
“Stando dietro a Marquez ho osservato un paio di aree dove dobbiamo migliorare, sono più fiducioso per il GP”. Il compagno di marca ha uno stile tutto suo e il tracciato di
Motegi tende ad esaltare le sue capacità di guida, si sa. Jorge Martin tuttavia è particolarmente esigente con sé stesso:
“Marquez interpreta il quarto settore in maniera impressionante mentre io in quel tratto non guido bene. La mia posizione sulla moto non è comoda, faccio fatica, devo ritrovare una posizione naturale. Mi sono sentito come un pilota di Moto3… un pivello!”.
VERSO IL GRAN PREMIO
Nonostante la vittoria del rivale Pecco Bagnaia, Jorge Martin è pronto a scommettere su un pilota -non Ducati per la vittoria della gara “lunga”: “Acosta voleva vincere a tutti i costi, credo che sia il favorito. Per me è un po’ più complicato, mi vedo in lotta per la seconda o terza posizione”.