Nel GP al Mugello, Dennis Foggia ha portato il pizzico di tricolore sul podio della Moto3. Ora però bisogna confermarsi e continuare, lo sa bene il pilota romano così come
Luca Fabrizio, che lo segue con la sua
Academy da novembre 2024, dopo due anni difficili in Moto2. L'ex pilota ci ha spiegato il lavoro svolto finora con Foggia, ha commentato l'inizio di stagione anche di altri piloti sempre nella sua struttura e ha detto la sua sull'attuale situazione dell'Italia nelle moto
MOTO3, IL PODIO DI FOGGIA
Come commenti il ritorno di Foggia sul podio Moto3?
Spero sia una rinascita! Si dovevano incastrare bene tutti i pezzi del puzzle. Come all'ottavo giro, quando si è aperto il muro di scia davanti. Ero in hospitality con Agostinelli, in quel momento gli ho detto "Oddio sta arrivà!" Da lì s'è ritrovato 4° e secondo me è riscattata la scintilla. Se lo merita, è un ragazzo d'oro che ha sofferto parecchio in questi due anni.
Quanto lavoro c'è dietro questo risultato?
Abbiamo iniziato alla fine dell'anno scorso, quando prendi un pilota già bell'e formato, pure vice-campione del mondo, è difficile trovare delle migliorie a livello di guida. Ma penso che l'aspetto motivazionale sia stata la parte più importante. Dennis Foggia veniva da due anni difficili e si è ritrovato in un ambiente molto familiare come quello del circuito di Aprilia. Si è messo da subito a disposizione soprattutto con i bambini della Academy e da lì, come disse in occasione di una serata, gli è ritornata la voglia attraverso gli occhi dei bambini. Mi ha fatto tanto piacere sapere che ha trovato questa serenità nella mia Academy, nel frattempo ha portato anche lui tanta esperienza ai bambini.
Foggia su cosa ha lavorato maggiormente?
Il merito iniziale però lo do a Michel, ha cominciato a lavorarci lui e lo ha portato a superare sempre i suoi limiti. All'inizio lo prendeva anche in giro dicendogli "Hai la moto da un anno e non ha neanche un graffio!", dopo tre mesi la moto era demolita. Ma si divertiva, andava forte, poi anche allenarsi con Luca Lunetta è uno stimolo in più. Gli abbiamo fatto tornare un po' di cattiveria, di fame.
Avete lavorato anche sull'aspetto mentale, giusto? Le stagioni difficili lasciano il segno.
Per un pilota abituato a vincere, due anni nelle retrovie sono difficili. Era lì lì che... Voleva un po' mollare tutto. Non mi prendo l'onere di dire "grazie a me", ma sono sicuro che grazie al gruppo è tornato ad avere tanta voglia di correre. Le prime gare sono state veramente difficili ed è la parte che io curo di più, quando si va male cerco di stare il più vicino possibile al pilota. Non salgo solo sul carro dei vincitori. Ad esempio, quando Luca Lunetta è caduto domenica ho perso sei giri di gara perché ho aspettato che tornasse per stargli vicino. A Dennis Foggia ho lasciato spazio per godersi il momento, poi con calma vedremo tutto il resto.
Come vedi questo inizio di stagione di Lunetta?
È sempre una questione di pezzi di puzzle che si devono incastrare, a volte ci ha messo una pezza il solito Munoz... In Thailandia poteva fare tranquillamente podio, in Argentina è risalito da 20° a 6° ma aveva finito le gomme, in America aveva agganciato il gruppo dei 5 ma è caduto... Secondo me ci sono più fattori che hanno condizionato il suo inizio di campionato. È sempre sul pezzo, motivato e la squadra sta lavorando benissimo, anche se la Honda come moto ha qualcosa in meno della KTM, il team gli sta dando il meglio e anche lui lo riconosce.
Le giovani promesse delle moto
Un parere: com'è messa l'Italia delle moto?
Mi dispiace dirlo, siamo messi leggermente malino... Dennis comunque è stato un pilota affermato, quindi si tratta solo di far scattare la scintilla e magari tornerà al vertice. Parlando dei giovani nelle moto, secondo me con Lunetta, Guido Pini e poi qualche elemento dal JuniorGP, tra qualche anno riusciremo a tornare al vertice anche noi. Purtroppo la scuola spagnola ha una valanga di piloti talentuosi, ogni anno c'è una generazione nuova, è impressionante. Spero che anche l'Italia ci riesca a breve! Siamo un po' indietro come crescita dei giovani talenti nelle moto?
Stanno facendo quello che gli spagnoli facevano 20 anni fa. Siamo arrivati un po' tardi, ma spero che anche attraverso le Academy, come la mia, si riesca a portare più italiani possibile in alto nelle moto. Anche la Federazione coi Talenti Azzurri sta facendo il suo lavoro, qualcosa di buono ci sarà in futuro. Siamo indietro rispetto alla Spagna, ma siamo capaci. Nel weekend comunque Giulio Pugliese ha fatto una grande gara in Rookies Cup sabato partendo ultimo, in JuniorGP Leonardo Zanni da rookie è 3° in campionato... Menzione di merito anche per Luca Agostinelli, con bandiera vietnamita ma italiano e nella mia Academy dal 2020. Al debutto al Mugello è partito 14° ed è arrivato in 7^ posizione, sta facendo un'ottima crescita. Gli mancano chilometri in moto nel JuniorGP, ma magari questa soddisfazione gli darà una mano.
Guardando ai piccoli, vedi già qualcuno di interessante?
Secondo me ci sarà un piccolo buco dopo i vari Pini, Pugliese, Zanni. Ma ad esempio in MiniGP ne vedo qualcuno. C'è tanto da lavorare, aspetto sempre che crescano e si misurino poi a livello mondiale con tutti, il passaggio in ETC lo chiamo "l'ora del giudizio". C'è comunque da sperare per il futuro delle moto. Anche noi in Italia siamo capaci di sfornare talenti, è solo un po' di mentalità che manca, io nel mio piccolo cerco di dare il mio contributo.
Come sono i campionati italiani? È opinione comune che il livello è inferiore rispetto ad altri...
L'Italia sta cercando di arrivare allo stesso livello della Spagna, in ritardo ma lo sta facendo. In MiniGP però il livello è alto e si vede anche quando si va a fare la finale mondiale. I peggiori risultati per l'Italia finora sono stati secondi e terzi posti. I piloti italiani sono capaci, siamo leggermente indietro ma stanno arrivando.