Altri due round MotoE, con annessi nuovi circuiti, in archivio per
Armando Pontone. Per il rookie del team Aruba Cloud non è mancato un bel volo nella
prima gara di sabato scorso al Sachsenring, fortunatamente però senza importanti conseguenze. L'importante è sempre il bicchiere mezzo pieno, ovvero la costante crescita dall'inizio dell'anno fino a questo punto della stagione, quando mancano solo due round alla fine. Ora la MotoE va in vacanza, prima di ripartire ci sarà la tappa del CIV Supersport a Misano: c'è tempo quindi per un bilancio dopo gli appuntamenti nei
Paesi Bassi ed in Germania.
Armando Pontone, per prima cosa come stai dopo l'incidente in Gara 1 al Sachsenring?
Un po' acciaccato, ma bene. Purtroppo non ho potuto evitare Manfredi: ero pronto a superarlo, ma c'è stato l'incidente di Granado in curva 2, lui ha frenato e io l'ho centrato. Nell'atterraggio ho tirato una bella mina, ma ho solo qualche livido, sono a posto. I dolori li ho sentiti dopo, quando sono caduto già pensavo a Gara 2!
Complessivamente com'è andato il round MotoE in Germania?
Era una pista nuova per me, tutto sommato non penso di essere andato così male. L'obiettivo era migliorarmi sessione dopo sessione e l'ho sempre fatto, sono arrivato a girare in 1:28 e sicuramente in Gara 1 sull'asciutto avrei fatto molto meglio. Cominciano a essere tempi interessanti.
L'improvviso arrivo della pioggia ha stravolto i piani. Nel tuo caso com'è stato?
Sul bagnato non ci ho corso tanto con questa moto rispetto agli altri, quindi nei primi giri sono stato un po' calmo, dovevo capire la reazione di una moto elettrica e delle Michelin sul bagnato. Giro dopo giro ho preso fiducia e ho recuperato posizioni, con anche il 10° miglior crono di gara. Mi ritengo abbastanza soddisfatto, col team abbiamo fatto un bel lavoro.
Una settimana prima però era toccato al round MotoE ad Assen, com'è andata?
Arrivavo dal CIV al Mugello con gli avambracci che mi facevano male, grazie alla Clinica Mobile per il Mondiale MotoE ero a posto. Potevo però fare un po' meglio ad Assen, ho buttato la qualifica perché volevo aspettare per attaccarmi, ma in questa categoria bisogna entrare e spingere da subito, senza perdere alcun minuto. In Gara 2 però devo dire che avevo iniziato a prendere un bel ritmo e sono poi andato al Sachsenring con un'altra testa: ero più tranquillo, pensavo solo a lavorare su me stesso senza guardare la posizione. Infatti i risultati sono stati migliori.
Siamo ormai a tre quarti del Mondiale MotoE 2024. Come ti valuti?
Ho più padronanza della moto e ho capito dove bisogna lavorare. Il Mondiale è un campionato difficile, vanno tutti forte. Ora devo solo pensare a fare bene quest'ultima parte di stagione, come anche nel CIV.
Per quanto riguarda la 600 del Campionato Italiano, qual è il bilancio?
Stiamo parlando con la squadra, mi piacerebbe fare qualche test in più, visto che finora non sono riuscito a farne, mi sono sempre trovato direttamente in gara. Ad esempio per sistemare un po' le Dunlop, soprattutto la posteriore nuova: avrei bisogno di lavorarci di più. Il team invece lo conosco benissimo, speriamo a Misano di fare bene. Nel round di inizio stagione ho chiuso 7°, partiamo quindi da una buona base.