Harley Davidson, ben prima delle Bagger: gli anni di gloria con Aermacchi e "il Reverendo"

MotoGP
domenica, 07 dicembre 2025 alle 18:55
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Negli anni '70 Harley Davidson ha avuto il suo momento di gloria nel Motomondiale, grazie ad Aermacchi ed a Walter Villa. Rivediamo la storia
Nel 2026 il marchio Harley Davidson sarà nuovamente associato al Motomondiale grazie alla nuova Bagger World Cup. Il "nuovamente" non è casuale: un tempo la casa statunitense ha proprio fatto parte del Campionato del Mondo, anche se la sua è una storia brevissima e legata ad Aermacchi, marchio di Schiranna (Varese) ormai defunto. L'unione di questi due nomi storici, assieme al modenese Walter Villa, un meccanico emerso in seguito come pilota, aveva però portato ben quattro titoli mondiali negli anni '70! Sicuramente chi è appassionato di motori da lungo tempo se lo ricorda... Ma rivediamo i punti salienti di questa storia.

Aermacchi, le origini 

Nell'Ottocento, Giovanni e Agostino Macchi danno vita ad un'azienda di carrozze e omnibus a traino animale, chiamata Fratelli Macchi. Questa è la fase "embrionale", l'ufficialità arriverà solamente molto dopo, nel 20° secolo con gli eredi dei due fratelli citati, precisamente nel 1913. Prima di allora, nel 1905, ecco la Società Anonima Fratelli Macchi - Carrozzeria, Automobili e Ruotificio, per poi arrivare alla joint venture con un'azienda francese che ha portato alla nascita della Società Anonima Nieuport-Macchi. È il periodo della Prima Guerra Mondiale, inevitabilmente non mancano l'impegno militare fino alla fine del conflitto: l'azienda varesina si occupa di aerei, in seguito utilizzati a scopo civile, mentre il nome dell'azienda viene ridotto ad Aeronautica Macchi, poi diventato definitivamente il nome che ci interessa, ovvero Aermacchi. Oltre agli aerei compaiono anche i veicoli a tre ruote, negli anni '50 si comincia anche a puntare sulle due ruote, alcune delle quali destinate a riscrivere i record di velocità: tra le moto ricordiamo l'avveniristica Chimera, dalla quale deriverà la serie di modelli "Ala". Uno di questi, l'Ala d'Oro, destinato alle corse a livello mondiale. Per arrivare sul tetto del mondo però serve altro e, ahimè, non con il nome originario...

L'approdo nel Motomondiale 

Nel 1960 una joint venture con la storica casa di Milwaukee porta alla formazione della Aermacchi Harley-Davidson S.p.A., con sede a Milano. Anche se le decisioni tecniche e di prodotto venivano prese soprattutto dagli americani. La 350 in particolare è stata voluta fortemente dalla dirigenza oltreoceano per il mercato USA, che non si accontentava più della 250. Ma andiamo con ordine e guardiamo soprattutto alle corse: il debutto nel Campionato del Mondo Velocità avviene proprio nel 1960, con l'Ala d'Oro 250, con il nome italiano ed arrivano già i primi punti grazie ad Alberto Pagani (figlio dell'iridato Nello) ed al suo 5° posto a Spa. Negli anni l'impegno raddoppia, si guarda anche alla 350 e con Gilberto Milani arrivano i primi punti nel GP al Hockenheimring del 1963. Passano gli anni, arrivano altri risultati interessanti: spiccano i podi con Carruthers, Findlay, Steenson e Milani nel 1969 in 125cc, 350cc e 500cc. Ma dobbiamo attendere la metà degli anni '70 per l'apoteosi, quando cioè il marchio commerciale era già AMF-Harley-Davidson.

I titoli con il Reverendo e Harley Davidson 

Il soprannome sarà ben noto agli appassionati di vecchia data. Walter Villa, noto per il suo carattere tranquillo e la capacità di arrivare sempre ad un compromesso in caso di dissidi, non era certo un esordiente nel Campionato del Mondo. Fin da giovanissimo immerso nei motori, protagonista soprattutto in campo tricolore, debutta nell'attuale Motomondiale nel 1967, pur senza grandi risultati. Dobbiamo andare avanti di qualche anno... Purtroppo alla tragedia del 1973 nel GP delle Nazioni, visto che anche Renzo Pasolini correva con Harley Davidson in 250 e al primo round stagionale in Francia aveva messo a referto un 3° posto. Walter Villa, uno dei piloti coinvolti nel gravissimo incidente, allora correva con Yamaha e solo l'anno dopo inizia la storia col marchio USA, che conta sempre sul reparto corse Aermacchi. Sarà la scelta della vita per il pilota modenese: nel triennio 1974-1976 si prende tre iridi consecutivi in 250cc, portando anche due corone costruttori a Harley Davidson nel 1975 e nel 1975. La sua storia si arricchisce nel 1976 con il titolo mondiale in 350cc. Una meteora storica: quattro campionati piloti conquistati più due titoli costruttori per il binomio composto dal Reverendo e dal marchio italo-statunitense.

La fine della storia 

Il termine meteora non è casuale. Per Walter Villa non ci saranno più molti acuti, tranne qualche podio, ed anche per Harley Davidson saranno proprio questi gli unici momenti di grande rilievo nella sua storia, per poi lasciare in breve tempo l'avventura mondiale. Aermacchi come marchio era già sparito e negli anni '70 e, con l'arrivo delle case giapponesi in Europa, Harley Davidson deve fare fronte ad una grave crisi commerciale, a cui sono seguiti vari passaggi di proprietà. La citata AMF-Harley-Davidson pone fine alla produzione in Italia nel 1978, dalle sue ceneri nascerà la Cagiva ad opera dei fratelli Castiglioni. Ma qualche traccia di "Aermacchi" s'è avuta ancora, anche se fuori dalle moto: il "lato aeronautico" infatti è confluito nel 2012 in Alenia Aeronautica, divenuto Alenia Aermacchi, con nella dirigenza anche eredi dei primi Macchi fondatori dell'attività. L'azienda e il nome storico sono scomparsi definitivamente nel 2015: assorbito dall'allora Finmeccanica, poi Leonardo-Finmeccanica, infine dal 2017 Leonardo S.p.A., gruppo industriale internazionale nell'ambito Aerospazio, Difesa & Sicurezza.

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