Ducati ha un problema: Aprilia mette a nudo il punto debole della GP26

MotoGP
martedì, 11 agosto 2026 alle 9:29
Marc Marquez
Basta un weekend di gara per ribaltare i pronostici della MotoGP? Fino al Sachsenring la Ducati e Marc Marquez sembravano favoriti per la corsa al titolo, nonostante la leadership fosse nelle mani di Jorge Martin e Aprilia.
Dopo il GP di Silverstone la Casa di Noale è tornata la capolista assoluta. In vero, la Desmosedici GP26 ha mostrato di avere ancora qualche punto debole e per Gigi Dall'Igna e i suoi uomini non sarà facile porre rimedio.

La disfatta di Silverstone

Quanto successo in Gran Bretagna è stato molto più di una vittoria dell'Aprilia. In un campionato così combattuto come quello della MotoGP 2026, una singola gara può decidere un'intera stagione. Potrebbe essere una sfida fino all'ultimo round, fino all'ultimo punto. Di conseguenza, anche una posizione in ordine di arrivo potrebbe spostare gli equilibri del Mondiale. E basta un piccolo handicap tecnico per decidere quale moto sia la migliore e la più costante.
A Silverstone Raul Fernandez ha guidato una storica tripletta, davanti a Jorge Martin e Marco Bezzecchi. Ducati non ha potuto fare nulla contro lo strapotere delle RE-SP su questo tipo di pista, contrassegnata da curve scorrevoli e percorrenza ad alta velocità. Il miglior pilota Ducati è stato Alex Marquez, quarto, mentre Marc Marquez si è dovuto accontentare di un deludente settimo posto.
La superiorità dell'Aprilia a Silverstone non è stata una grande sorpresa nel paddock MotoGP. Il circuito britannico, veloce e scorrevole, si adatta perfettamente alle caratteristiche della RS-GP. Ma ciò che inizia a preoccupare la Ducati è che ogni volta che arrivano su circuiti di questo tipo, il divario si allarga considerevolmente.

I punti deboli della Ducati

È già successo ad Assen, si ripetuto a Silverstone. Quando un tracciato non va incontro ai punti di forza della GP26, ecco che la Rossa di Borgo Panigale finisce in affanno. E neppure un fuoriclasse puro come Marc Marquez può compensare il gap tecnico. Mentre la Ducati rimane il top sui circuiti con accelerazioni e frenate decise, l'Aprilia sembra aver trovato un terreno in cui è praticamente imbattibile: le curve veloci e i circuiti dove la velocità in curva fa la differenza.
La conseguenza è ovvia: quando gli pneumatici iniziano a deteriorarsi, la RS-GP mantiene meglio le prestazioni, mentre la Ducati subisce un calo più marcato. Forse la riflessione più significativa del weekend è arrivata dal box VR46. Fabio Di Giannantonio non ha avuto peli sulla lingua dopo l'ultimo weekend di MotoGP. "Al momento siamo il secondo team più forte. Le Aprilia sono incredibili. Sapevamo che sarebbero state molto forti qui, ma il distacco è stato troppo grande. Dobbiamo migliorare". Parole che 'Diggia' ha potuto proferire senza remore, dal momento che ha già un contratto con un altro costruttore (KTM) per il 2027-2028...
Ducati e Aprilia in MotoGP

Tutto nelle mani di Marc

Marc Marquez ha preferito assumersi la responsabilità del suo risultato, facendo leva sulla sua condizione fisica ancora precaria. "La moto funzionava bene e anche le gomme. Semplicemente non sono riuscito a trovare un modo per andare più veloce". Tuttavia, i dati parlano chiaro: il suo miglior giro è stato di quasi sette decimi più lento di quello di Raul Fernandez, un distacco sostanziale per gli standard odierni della MotoGP.
La buona notizia per la Ducati è che il Mondiale ora approderà al MotorLand di Aragon, un circuito molto più adatto alle caratteristiche della GP26 e allo stile di guida di Marc Marquez. Gli uomini in rosso sanno bene che essere primi sui circuiti "amici" non basta più. Bisognerà evitare che si ripetano weekend devastanti come quello di Silverstone. Ma con la rivoluzione del regolamento MotoGP in corso, sarà difficile trovare delle soluzioni da qui alla fine dell'anno...
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