La gomma posteriore di
Pecco Bagnaia, arrivata ai box con il battistrada distrutto nella parte centrale, è diventata l'immagine della Sprint di Motegi. Ora il pilota Ducati ha spiegato cosa è successo: non un difetto isolato, ma un circolo vizioso innescato dalla cronica mancanza di aderenza che lo accompagna da tutta la stagione. Come avevamo raccontato in
Disastro gomme nella Sprint a Motegi: la gomma posteriore di Bagnaia è massacrata, Pecco si è fermato a un giro dalla fine.
Una rimonta che sembrava possibile
Un anno fa a Motegi Bagnaia aveva vinto Sprint e Gran Premio, l'unica doppietta della sua stagione. Questa volta il weekend è partito in salita: eliminato in Q1, è scattato dalla 13ª casella. Nell'ultimo tentativo in qualifica è finito lungo all'ultima chicane, perdendo l'occasione di entrare in Q2.
Nella Sprint, sulla distanza di 12 giri, l'obiettivo era raggiungere la zona punti. "La partenza è stata normale. Ho cercato di risalire e ho recuperato due posizioni dopo la caduta dei tre piloti davanti. Poteva esserci la possibilità di fare nono e prendere un punto: avevo davanti Marini e Quartararo e secondo me era un obiettivo fattibile".
Vibrazioni e freno dietro
Il punto di svolta è arrivato a metà gara. Ai microfoni di Sky Sport, Bagnaia ha ricostruito come il tentativo di correggere il problema abbia finito per aggravarlo, giro dopo giro. "Verso il sesto giro ho iniziato ad avere molte vibrazioni negli ingressi e questo ha provocato poi che si scaldasse sempre di più, perché per cercare di non farla vibrare cercavo di usare più il freno dietro e questo ha avuto sempre più conseguenze sul girare".
Alla base c'è l'asfalto nuovo, che ha reso difficile prevedere il comportamento della posteriore. "Situazione difficile, purtroppo c'è l'asfalto nuovo e non sapevamo cosa ci saremmo potuti aspettare dalla gomma dietro. Abbiamo cercato di scegliere quella che avrebbe potuto essere il compromesso migliore, però purtroppo con la mancanza di grip tendi a scaldare di più la gomma e possono succedere queste cose qua".
Il confronto con Martin
Bagnaia non è stato l'unico a soffrire: anche Jorge Martin ha chiuso con la posteriore in pessime condizioni, mentre il vincitore Marc Marquez non ha avuto problemi. Secondo Sky Sport, Bezzecchi è arrivato con la gomma integra, ma lui e Miller erano gli unici con la media al posteriore. Pecco però distingue il suo caso da quello del pilota Aprilia: "Non conosco le motivazioni di Martin, ma potrebbe magari essere stato perché hanno mantenuto un ritmo abbastanza veloce. Nel mio caso è più dovuto al fatto che mi manca tanto grip e quando accelero la gomma tende a scivolare tanto, tende a scaldarsi di più e quindi a provocare questo surriscaldamento, che porta poi a creare problemi alla gomma"
Cosa innesca un problema di questo genere? "Purtroppo sono cose che difficilmente succedono quando parti e ti fermi e quando giri da solo. Quando invece guidi in gruppo la moto e le gomme tendono a scaldarsi di più e può succedere".
Domenica dalla quinta fila
Nel Gran Premio Bagnaia, futuro pilota Aprilia, partirà ancora 13°. Lo scenario gomme è cambiato: come riportato in
MotoGP, allarme gomme a Motegi: la contromossa di Michelin per Warm Up e Gara, Michelin ha ritirato la soft per la gara. Per Pecco la chiave resta una sola: "Se riusciamo a risolvere i problemi di grip, possiamo risolvere il problema alla gomma posteriore".
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