Jorge Prado

Jorge Prado, è qui il futuro: “Il secondo Mondiale è ancora più bello”

A 18 anni ha già vinto due Mondiali consecutivi in MX2. Adesso è pronto per il salto in top class. E sulla 450 ha detto che...

6 settembre 2019 - 18:35

E’ indubbiamente l’uomo, anzi il ragazzo vista la giovanissima età, del futuro del motocross mondiale. Jorge Prado Garcia, classe 2001 ( si avete capito bene)  è già due volte campione del mondo della MX2. Lo spagnolo con le sue 29 vittorie in 57 Gp (impressionante) ha letteralmente dominato la stagione 2019 con con 14 successi, e questo numero è molto probabilmente destinato a crescere. La prossima stagione sarà il “rookie terribile” nella MXGP e già nel Nazioni di Assen a fine Settembre salirà in sella alla KTM 450.

Jorge, qual’è stato il primo pensiero dopo aver vinto il secondo titolo consecutivo
“E’ stato per la mia famiglia che è venuta a festeggiarmi ad Uddevalla, a loro devo tutto…e per il team De Carli, una grande famiglia che mi ha accolto come un figlio.”
Ti aspettavi di dominare così tanto durante la stagione?
“No, non pensavo che sarebbe stato così, in molti mi avevano detto che vincere per la seconda volta è più difficile che vincere per la prima volta. Io già l’anno scorso avevo vinto alcune gare e pensavo di farlo anche quest’anno, ma non pensavo che sarebbe stata una stagione…praticamente perfetta!”
 Come hai affrontato mentalmente il fatto di dover recuperare punti dopo aver saltato il GP di Gran Bretagna?
“All’inizio è stato difficile, perché le cose andavano sempre peggio, ogni giorno avevo più dolore ed ho pensato che la mia stagione fosse compromessa, non finita ma compromessa si. Poi quando sono tornato in pista, sin dalla prima gara mi sono accorto che riuscivo a guidare bene e a vincere e gara dopo gara, ho iniziato a recuperare punti, fino a riconquistare la testa del mondiale.”
Sei consapevole che per età e numero di vittorie sei molto probabilmente il futuro del motocross mondiale?
“Diciamo che so di avere un buon potenziale, ma so anche che ho molta strada da fare.” 
Ho visto che hai iniziato a provare la 450 che guiderai nel 2020, che sensazioni ti da come moto e cosa ti aspetti dalla prossima stagione nella MXGP?
“E’ piuttosto diversa da come me la aspettavo, più docile, più facile da guidare con un’ottima erogazione, nonostante la grande potenza. Per ora abbiamo fatto solo piccole prove per costruire una buona base sulla quale lavorare e per trovare una moto giusta per me. Ma mi sembra che siamo già sulla buona strada. La prossima stagione sarà di apprendistato, dovrò fare esperienza e imparare a gestire la moto, misurandomi con rivali davvero molto forti.”
 Come affronterai il Nazioni di Assen e con quali aspettative?
“Sarà la prima gara sul 450 e sarà un test importante per verificare come mi adatto a questa moto molto potente. Anche se abbiamo pochissimo tempo per provare. Sarò il capitano della squadra e di sicuro voglio fare bene la mia gara, così come lo vogliono i miei compagni di squadra, per qualificarci bene ed ottenere un buon risultato per il nostro paese.”
 In che modo sei riuscito a diventare un pilota più completo da sabbiaiolo quale eri all’inizio?
“A fine 2017, dopo una buona prima stagione in MX2, ma non certo perfetta, mi sono trasferito a Roma per fare dei test col nuovo team. Dovevamo restare con papà per pochi giorni, dopo quasi due anni siamo ancora qui.Tra la fine della stagione 2017 e l’inizio di quella successiva non mi sono fermato mai. E a parte l’infortunio di Natale al gomito, non ho riposato mai, per continuare a lavorare senza sosta sui miei punti deboli. Così sono diventato un pilota più completo, ma c’è ancora molto da fare, soprattutto ora che passerò al 450.”
Quanto ti aiutano nel tuo percorso di crescita Claudio De Carli e Antonio Cairoli?
“Moltissimo, Claudio ormai mi conosce quasi come mio padre, viene a vedermi tutte le volte che sono in moto. E’ molto esigente, ma se segui i suoi consigli puoi davvero arrivare in alto. Mi alleno tutti i giorni con una leggenda come Tony Cairoli che è ancora oggi il pilota più veloce del mondo e questo per me è uno dei grandi vantaggio che ho qui, perché ho potuto imparare molto da lui e con la 450 sarò ancora meglio.”
 L’America, sia il Supercross che il National sono obiettivi che hai per il tuo futuro oppure pensi esclusivamente al mondiale?
“Ho da poco firmato un contratto per altre quattro stagioni in MXGP con Claudio e con KTM. Quindi per ora è presto per pensarci, l’America è sempre stata nei miei pensieri ma dopo aver conquistato due titoli, volevo fare il passaggio al 450 con De Carli, poi si vedrà ma è davvero troppo presto per pensarci.”
 In conclusione se ti dovessi descrivere con una parola quale sarebbe?
“Non saprei…davvero…”

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