Quando Ducati, ovvero il costruttore che negli ultimi anni sta vincendo tutto quello che c'è da vincere nella Velocità su pista, per il debutto nel Mondiale Motocross MXGP della propria Desmo450 MX si affida a
Tony Cairoli, tuttora con 94 Gran Premi conquistato il terzo crossista più vincente di tutti i tempi, inevitabilmente le aspettative crescono a dismisura. Non dai diretti interessati, i quali con estremo (e sincero) realismo hanno, ove possibile, cercato di gettare acqua sul fuoco, ma un po' da parte di tutti. Appassionati, addetti ai lavori, avversari compresi. Il weekend di Arnhem ha visto giocoforza la rossa #222 sotto le luci dei riflettori
sin dalle prove di partenza del venerdì, fino al prematuro ritiro nel corso della seconda manche. Un esordio che ha fatto parlare e molto, alle volte a sproposito, ma come spesso capita in questi casi, senza elementi oggettivi a suffragio della propria tesi.
GARA TEST AD ARNHEM
In effetti, si possono comprendere le aspettative esagerate riposte nei confronti di questo attesissimo debutto. Questo, tuttavia, non pregiudica la stesura di una valutazione obiettiva che possa prendere in considerazioni più aspetti. Si va dal contesto alle premesse, si passa alle legittime attenuanti, per concludere ovviamente con i responsi del cronometro ed i risultati conseguiti. La partecipazione-spot per questo finale di 2024 della Ducati Desmo450 MX nel Mondiale MXGP, recita la comunicazione dei diretti interessati, "
è parte del piano di sviluppo della Desmo450 MX". Una gara-test, in sostanza, per quanto la suddetta wild card sia stata deliberata al culmine di un'oculata programmazione. Con annessa preventiva verifica dello stato attuale delle cose e delle corse.
Tony Cairoli nell'Italiano Prestige a Ponte a Egola ha dimostrato (non potrebbe essere altrimenti) di saperci ancora fare. Non da meno, le pregresse 3 settimane di camp nel Benelux avevano offerto garanzie. Non di vittoria, certamente, ma nemmeno di far brutte figure.
LE ASPETTATIVE RIPOSTE SUL DEBUTTO DUCATI
L'obiettivo, mai dichiarato da chi di dovere, di un piazzamento finale nella Top-10 non soltanto era realistico, ma col senno di poi persino alla portata. Alla fine Jeffrey Herlings, solitamente molto analitico nell'analisi delle performance proprie ed altrui,
ci aveva visto giusto. "
Mi aspetto Cairoli tra il terzo e l'ottavo posto". Una finestra molto ampia, ma in sostanza così è stato. "
DucaTony" nei primi 8 ci è stato e ha lottato in due occasioni su tre con soltanto Gara 1 un po' al di sotto le aspettative. Eccessivamente ottimistiche (c'era chi parlava addirittura di Top-5...) o più accuratamente realistiche che siano.
LA DUCATI DESMO450 MX
Leggendo un po' di commenti,
Tony Cairoli sui social si è lasciato andare ad uno sfogo nel post-gara. Riaffermando innanzitutto di esser rimasto "
stupito di me stesso e del mezzo". In effetti la Desmo450 MX non "
aveva mai visto condizioni del genere fino a 2 settimane fa" (la sabbia olandese, superficie molto probante per lo sviluppo, ndr) ed era pur sempre "
in versione originale, praticamente come la moto che sarà in vendita a luglio 2025, contro moto al top dello sviluppo". Sospensioni a parte, considerato il recente pacchetto (factory) Showa collaudato proprio nel camp tra Belgio e Olanda, ma così è. La moto vista ad Arnhem era ancora in fase prototipale e "
work in progress", oltretutto in prefigurazione 2025 da un punto di vista dei controlli fonometrici (l'anno venturo il limite nel Mondiale MXGP passerà da 112 a 109dba). Inoltre TC222 stesso, 39 anni il prossimo mese di settembre, da un buon triennio non soltanto non è più un crossista a tempo pieno nel Mondiale, ma nemmeno part-timer. Preparato, allenato, ma logicamente i big (specialisti sabbiaioli compresi) lo sono di più in questo periodo della stagione.
I RISULTATI E LE PERFORMANCE
In tutto questo, com'è andato il fine settimana? Cairoli nelle libere ha concluso dodicesimo in 1'47"472 (leader Herlings in 1'44"586), ritrovandosi quattordicesimo nelle cronometrate con un best in 1'43"684, da raffrontare all'1'40"036 di Prado. La corsa di qualifica del sabato (20 minuti più 2 giri) ha rappresentato un po' l'apice del weekend. Tony è partito alla grande conservando per i primi 3 passaggi la quarta posizione, calando di ritmo dal giro di boa della contesa. Riuscendo tuttavia a concludere al settimo posto nel novero di 8 differenti case costruttrici ai primi 8 posti, in qualità di miglior nostro portabandiera. Nient'affatto male, considerando che Andrea Bonacorsi (Yamaha) e Mattia Guadagnini (Husqvarna) hanno archiviato il Gran Premio rispettivamente in settima e ottava posizione, segno che erano piuttosto in palla sulla sabbia olandese.
IL VERDETTO DEL GRAN PREMIO
Sarebbe eccessivo parlare di "luci e ombre" per quanto emerso domenica, ma le due gare hanno prodotto qualcosa di buono e di meno buono. Con tutte le premesse e attenuanti succitate di una "gara test e nulla più". La prima manche ha visto Cairoli classificarsi quindicesimo. Partito non benissimo, suo malgrado è rimasto intruppato nel gruppo di alcuni privatoni, con un ritmo mediamente di 4" a giro più lento non rispetto a quell'extraterrestre di Jeffrey Herlings, ma anche di alcuni piloti della Top-10. Chiaro, chiarissimo: Arnhem non agevola i sorpassi, le rimonte sono ostiche a dir poco, la pista per quanto non ancora scavata come in Gara 2, non consentiva grandi margini di manovra. Certamente non è stata una prestazione memorabile, ma nemmeno condannabile.
IL RITIRO DI GARA 2
Tutt'altra storia la conclusiva gara. Tony è partito bene e ha tenuto un buon ritmo, riaffermato dal sesto crono più veloce della contesa. Sul più bello, ritrovandosi nono con Jago Geerts nel mirino davanti a sé, sfortunatamente ha dovuto prendere la via dei box. Un ritiro causato da un inconveniente tecnico di lieve entità (si parla, senza conferme ufficiali in merito, di un guasto alla frizione). Questo dopo soli 7 giri, poco meno di 15 minuti di gara, per uno zero che ha fatto retrocedere TC222 al diciottesimo posto del Gran Premio.
LO SVILUPPO PROSEGUE
Considerati tutti questi elementi, l'esordio mondiale della Ducati Desmo450 MX ampiamente rientra nella classificazione di abitudinari debutti di moto con ancora margini di miglioramento. Di certo questa esperienza servirà in ottica 2025, quando il Ducati Factory MX Team correrà a tempo pieno, con due piloti classificatisi nella Top-10 del Gran Premio d'Olanda. A quel punto ci saranno meno attenuanti, ma giocoforza si presenteranno al cancelletto di partenza con un perfetto quadro della situazione. Oltretutto, avendo già preso le misure di una realtà dal livello estremo per competitività e forza delle avversarie.