Superbike, Sofuoglu e Razgatlioglu

Superbike, Sofuoglu: “Jonathan Rea è in una fase pericolosa”

Kenan Sofuoglu esalta il successo in Superbike di Torpak Razgatlioglu e lancia la sfida a Jonathan Rea per la stagione 2022: "Non sarà facile batterlo".

14 dicembre 2021 - 7:50

Jonathan Rea ha dominato il Mondiale di Superbike dal 2015 al 2020, battendo tutti i record più importanti. 112 vittorie, 215 podi, 35 pole position, sono solo alcuni dei numeri di questo leggendario campione. Nella stagione 2020 ha seminato Scott Redding con un gap di 55 punti. Nel 2019 il distacco da Alvaro Bautista era di ben 165 punti. Nel 2021, invece, ha trovato sul suo cammino il giovane Toprak Razgatlioglu che ha saputo spezzare il monopolio nordirlandese con uno stile di guida grintoso e una YZF-R1 tecnicamente completa.

La legge dello sport

Il pilota turco della Yamaha vanta numeri impressionanti. In 39 gare ha incassato solo tre zeri, uno per un contatto assai discusso con Gerloff, due per problemi tecnici. 14 vittorie e 16 podi, un bottino di 564 punti, 13 in più rispetto a Jonathan Rea. Merito del successo va anche al mentore e manager Kenan Sofuoglu, che gli è sempre stato vicino come un fratello. “Jonathan Rea era in una posizione difficile, Toprak era molto più rilassato“, ha detto il pentacampione di Supersport a Speedweek.com. “Come pilota sai esattamente chi può batterti in pista. Johnny ha sentito quest’anno che Toprak era molto forte e che poteva perdere il campionato. Ma Johnny ha mostrato a Lombok di cosa è capace. Ha vinto entrambe le gare e poi si è congratulato con Toprak: è una persona molto simpatica e sportiva“.

Subito dopo aver tagliato il traguardo Jonathan Rea ha tolto il numero #1 dalla sua Kawasaki ZX-10RR. Il pensiero era già al prossimo campionato Superbike, quando proverà a riprendersi il titolo iridato. “Non sarà facile per Johnny, lo so“, ha aggiunto Kenan Sofuoglu. “Se fossi Johnny, saprei quanto sarebbe difficile battere Toprak. Ma Johnny è un vincente. La cosa più difficile per lui sarà mantenere la motivazione. Se sei il vincitore seriale e improvvisamente gli altri ti battono, allora arrivi a una fase pericolosa della tua carriera. È dura per un campione. Poi diventa sempre più difficile mantenere il ritmo. Ma questo è lo sport“.

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