La festa per gli avversari Superbike è durata appena due round, cioè il tempo che Toprak Razgatlioglu ha impiegato per mettersi alle spalle il terribile incidente in prova a Magny Cours. Al Motorland Aragon si è ripresentato con tre secondi posti, passo che unito alle disavvenure tecniche dell'inseguitore Nicolò Bulega, può essersi rivelato il passo fondamentale verso il secondo titolo Mondiale. Nel venerdi dell'Estoril El Turco ha fatto il diavolo a quattro rivelandosi imprendibile sia sul bagnato che nella seconda sessione, sull'asciutto "infido". "
Mi ha dato sette decimi, sono tanti su una pista come questa" ammette
Danilo Petrucci, secondo della classifica combinata. "
Per è me difficile ammetterlo, perchè è un avversario, ma Toprak sta facendo una grande differenza."Danilo Petrucci è un pilota formidabile e ama parlare chiaro, diretto, senza giri di parole. Per questo piace così tanto agli appassionati.
"Toprak ha un concetto diverso del tempo, ero convinto di essere andato molto forte poi guardi il cronometro e capisci che lui guida ad un livello diverso. Ok, la BMW ha le super concessioni e possono fare quello che vogliono, è un bel vantaggio. Quando le seguo in pista noto che accelerano meglio della Ducati e hanno trovano una maneggevolezza incredibile. Ma i piloti sono tutti uguali: guardano dove guadagna la moto dell'avversario. La Ducati, per esempio, è migliore in frenata e nella percorrenza."
Petrucci ha tirato fuori dal cassetto un suo ricordo.
"Nel 2016 a Phillip Island Casey Stoner mi ha fatto da coach. Gli riferivo che la Yamaha di Vinales era un portento in ingresso curva e che quella di Rossi schizzava via come un missile in accelerazione, rispetto alla mia Ducati. Casey mi ha guardato e mi ha detto: "Non guardare gli altri, fai quello che puoi con quello che hai". Danilo ha imparato la lezione. "
Gerloff, van der Mark e Redding sono più o meno allo stesso loro livello di sempre, anche con la BMW avvantaggiata super concessioni. E' Toprak che ci mette del suo. Io dico sempre la verità."