Superbike Magny Cours: Razgatlioglu li spazza via, gara 1 non c'è storia

Superbike
sabato, 06 settembre 2025 alle 14:34
razgatlioglu
Toprak Razgatlioglu dà un'altra spallata al Mondiale Superbike: gara 1 nel toboga di Magny Cours non ha avuto storia e adesso Nicolò Bulega e la Ducati sono alle corde. Il distacco dalla vetta sale a 31 punti, non sarebbero tanti in assoluto, visto che mancano undici sfide al traguardo. Ma sembrano una montagna himalayana al cospetto delle 16 perle infilate dell'asso BMW da inizio campionato. Toprak è sempre più Cannibale: vince da dieci corse di fila e sale a quota 73 trionfi in carriera, il primo firmato proprio qui in Francia sei anni fa. Se non ci fosse stata la sirena MotoGP il funambolico turco avrebbe anche potuto attaccare il record assoluto di 119 vittorie di Jonathan Rea. Ma lui ha in testa un altro piano: diventare il primo pilota Superbike a sbarcare in top class seminando il panico. Se la Yamaha darà una mano, ci potrebbe anche stare...

Nicolò Bulega il primo degli umani

Il ducatista ha poco da rimproverarsi, la sua sfortuna è essersi imbattuto in un gigante di questo genere. Toprak è capitalizzato la migliore posizione sullo schieramento, per cui dalla prima curva in poi non c'è stata storia. Al quarto dei ventuno giri aveva già due secondi di vantaggio sull'inseguitore, rimasto invischiato dietro ai gemelli Lowes. Una volta sgombrata la visuale, ha potuto solo scorgere un puntino all'orizzonte, la sagoma nera di una BMW che nelle mani del fenomeno suona come un violino. L'altra, affidata a Michael van der Mark, si è stampata contro il muro della curva tre. Il pilota olandese è finito al centro medico, dove ha trovato la fila come all'ambulatorio della mutua.

Che paraglia!

Al primo giro Andrea Iannone, scattato in seconda fila, ha perso l'avantreno nel confronto diretto con Danilo Petrucci e nella concitazione generale sono finiti sull'asfalto anche Xavi Vierge, Alvaro Bautista, Jonathan Rea e Yari Montella. E' stato un grande colpo di sfortuna non solo per l'ex MotoGP ma anche per il sei volte campione del Mondo, che su questa pista aveva le carte in regola per lasciare un altro piccolo segno. L'incidente di gruppo invece ha spianato la strada alla travolgente rimonta di Andrea Locatelli, partito in fondo alla griglia e finito quinto. Davanti a lui Danilo Petrucci, che tanto per dare l'idea, ha incassato quasi diciotto secondi dal vincitore che l'anno prossimo gli lascerà in eredità la BMW. "La pressione già la sento, mi rende vivo", ha commentato il pilota umbro. Il 2026 per lui sarà una stagione di grandissima vitalità.

Bimota il ritorno: e con un campione dove potrebbe arrivare?

Il dominio indiscusso della BMW lascia poco spazio alla narrazione, per cui la Superbike va in cerca di spunti per tenere svegli gli appassionati. Nel confronto fra gemelli Lowes, il ducatista Sam ha gettato la gara alle ortiche con l'ennesima caduta, mentre Alex è riuscito a portare la Bimota sul podio.Era da Phillip Island 2000, con Anthony Gobert vittorioso, che la marca riminese (allora motorizzata Suzuki) con festeggiava in una gara lunga. Lo stesso Alex Lowes aveva fatto terzo anche il giugno scorso Misano, ma le Superpole Race fanno un pò meno testo. L'affascinante KB998 comincia ad andare molto forte e sorge la domanda: a cosa potrebbe ambire la Bimota se avesse in sella un campione?

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