Superbike, Iker Lecuona

Superbike: Honda HRC 2022, la rischiosa scelta di Lecuona e Vierge

In Honda HRC arrivano due giovani spagnoli ex GP, Lecuona e Vierge. Scommessa affascinante ma piena di rischi: riusciranno dove Alvaro Bautista ha fallito?

30 settembre 2021 - 12:06

Nel week end di Portimao la Honda HRC annuncerà i due nuovi piloti per la Superbike 2022: Xavi Vierge e Iker Leucona. Dopo due anni di sofferenze e il fallimento della scommessa Alvaro Bautista, la marca più ricca e prestigiosa riparte da zero, con due giovani che arrivano dal mondo GP e  si troveranno davanti parecchie incognite. Moto, squadra, gomme Pirelli, una parte dei circuiti: per Xavi e Ilker sarà un salto in un mondo che non conoscono. Aldilà del valore di due piloti giovani e veloci, è un’operazione piena di rischi.

Iker e Xavi, le scelte giuste?

Leucona, in certe occasioni, con la KTM RC16 ha dimostrato di poter ambire alla top ten della MotoGP. Dunque il livello del pilota è alto: a Zeltweg è finito sesto, in una gara condizionata dal meteo.  Ma parlare solo di moto, gomme e circuiti sconosciuti è riduttivo. Per chi arriva dall’altra parte, lo scoglio è più che altro mentale. Mettetevi nei panni di Iker: anno scorso, a soli 20 anni, è approdato in MotoGP ma ha già perso il posto. Okay, ha firmato per HRC, quindi  è una sistemazione  di gran prestigio. Ma scendere in Superbike è una scelta che,  a tutti gli effetti, interrompe la sua scalata nell’olimpo. Xavi Vierge, tre anni in più, arriva dopo sette stagioni in Moto2, con due piazzamenti sul podio (da terzo). Non sembra un palmares da predestinato.

Adattamento mentale

L’adattamento tecnico è forse il minore dei problemi: chi è veloce, alla fine riesce sempre ad andare forte in qualunque categoria e a prescindere dalla marca di gomma. Pesa di più l’aspetto psicologico. Anche in quest’epoca di gestione comune, la Superbike resta un mondo assai distante dalla MotoGP. In particolar modo visto da occhi spagnoli: in quella realtà la Superbike non ha mai avuto gran peso e neanche il mondiale di Carlos Checa, annata 2011, riuscì a far appassionare gli iberici alla serie alternativa. Iker e Xavi dovranno abituarsi ad un paddock assai differente. Meno pubblico, sparute attenzioni mediatiche, zero glamour.  Potrebbe essere un discreto shock.

Lecuona è meglio di Bautista? 

Pesano anche dubbi di altra natura. Honda HRC ad inizio 2020 ha lanciato la nuova CBR-RR introducendo parecchie soluzioni di scuola tecnica MotoGP. Strappando Alvaro Bautista alla Ducati, i giapponesi erano convinti di aver messo in sella un pilota vincente. Ma dopo un anno e mezzo il madrileno conta appena due presenze sul podio, da terzo. Con la Ducati, l’anno prima, aveva vinto 16 gare salendo sul podio in 24 occasioni. Bautista nel 2022 tornerà in Ducati e adesso che di fatto e un ex pilota Honda,  va ripetendo che la CBR-RR ha problemi strutturali che con le limitazioni regolamentari Superbike non si possono risolvere. La domanda è: quante possibilità ci sono che Lecuona e Vierge possano riuscire là dove un ex vincitore seriale come Bautista ha fallito?

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