Jonathan Rea

Superbike, Esclusivo: “Jonathan Rea ha avuto paura”

Il capo tecnico Pere Riba spiega perchè il Cannibale non ha vinto gara 2 a Phillip Island, prendendo paga dal neo compagno Alex Lowes

3 marzo 2020 - 4:35

Jonathan Rea non ha vinto gara 2 in Australia per un motivo preciso: la paura. Lo rivela Pere Riba, che oltre ad essere il capo tecnico, è confidente e consigliere del 33enne nordirlandese. Pere, catalano, ex pilota di buon livello, è una delle pedine principali della struttura Kawasaki che ha spinto Johnny alla conquista di cinque mondiali consecutivi. I commenti di Riba non sono mai banali, e spesso rivelano retroscena di grandissimo interesse umano. La paura è abituale compagna di viaggio dei piloti. La controllano, la gestiscono, il più delle volte la esorcizzano. Ma ogni tanto vince lei. Jonathan Rea, dopo l’Australia, è un campione più umano.

“IL RITMO DA SUPERSPORT? C’E’ UN MOTIVO”

Alvaro Bautista, all’arrivo, ha fatto giustamente notare che gara 2 a Phillip Island si è corsa ad un ritmo lentissimo, al livello della…Supersport. Come mai? “Il nostro piano era andare in testa e controllare le corsa, facendo in modo che si girasse più piano possibile. Il motivo? Jonathan Rea temeva, che spingendo, la gomma posteriore potesse mollare. Non tanto perdere aderenza, ma proprio cedere strutturalmente. A Phillip Island si va fortissimo dovunque, un problema di questo genere sarebbe stato un guaio serissimo. Lui ha sperimentato un episodio di questo genere a Donington nel 2017: era in testa, al penultimo giro, quando la posteriore scoppiò alla Craner Curver (la sinistra in discesa, velocissima, ndr). Da quella volta, quando c’è il rischio che lo pneumatico vada in crisi per davvero, Jonathan non si fida.”

“LA CADUTA DI SABATO HA PESATO”

Il fuorista al primo giro di gara 1 causato dallo speronamento di Tom Sykes, il tentativo di rimonta e la successiva caduta hanno pesato sull’intero week end” contina Pere Riba. “Quando è rientrato in pista, con 8″5 di ritardo, abbiamo cominciato a calcolare quanto avrebbe impiegato a riportarsi sul gruppo di testa. Eravamo convinti  che intorno al 17-18° giro (su 22, ndr) si sarebbe ricongiunto, cioè sarebbe tornato in gioco per il podio, forse per la vittoria. Ma è caduto alla sesta tornata. Errore suo, ci sta. Quando è tornato nel box era infuriato e dolorante, quasi in lacrime. Gli ho detto: “Jonathan, devi essere felice invece. Sei volato a 220 km/h e non farti male è stato come vincere. Potevamo rovinarci la stagione, invece ce la giochiamo già domani. Infatti è riuscito a vincere la Superpole Race con un sorpasso  da campionissimo all’ultima curva. Era sicuro che per dieci giri la gomma non avrebbe dato il minimo problema, così ha spinto forte.”

“NIENTE BLISTER PER NOI”

In tutta la settimana in Australia la Kawasaki non ha avuto alcun problema di blister (distacco di pezzi di gomma dal battistrada, ndr), a differenza di tutti gli altri” spiega Riba. “Ma non aver finito gara 1 ha impedito a Jonathan Rea di capire cosa sarebbe successo negli ultimi 3-4 giri. Così è partito coi dubbi e il timore che potesse succedere qualcosa. Phillip Island per noi resta una tappa delicatissima: anno scorso avevamo “blisterato” in ogni sessione, e le tre gare erano state una sofferenza. Quest’anno, usando la stessa identica gomma, avevamo risolto cambiando radicalmente assetto e distribuzione dei pesi. Avremmo potuto girare comodamente in 1’32” di passo, se Jonathan Rea fosse partito con la testa sgombra. A quel ritmo gli altri, venendoci dietro, avrebbero bruciato le loro gomme. Ma non è un problema, Johnny si rifarà molto presto…”

1 commento

michele034_14633343
16:38, 3 marzo 2020

Direi che l’informazione passata da Pere Riba, che per altro conosco da quando correva e aveva come sponsor Tecnocasa, è avvalorata dalla prima cosa che ha fatto Johnny appena portata la moto al parco chiuso: è sceso dalla moto le ha girato dietro ed è andato a guardare e toccare la gomma posteriore…
Michele

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