Superbike, Leon Camier

Superbike: Ducati Barni, il dubbio Leon Camier resta

Il britannico torna sulla Ducati Barni ma solo per venti giri, a bassa andatura. La spalla sinistra non è ancora a posto e i dubbi sul recupero non sono fugati

29 gennaio 2020 - 9:12

Leon Camier è tornato a guidare la Ducati V4 R del team Barni a Portimao, dopo aver annunciato (il giorno prima) che sarebbe stato troppo pericoloso anticipare i tempi. Il sostituto Sandro Cortese stava cominciando a girare  forte, facile immaginare che il britannico abbia scelto di anticipare i tempi per “difendere” il posto in squadra, più che per verificare le condizioni fisiche. I tendini della spalla sinistra ricostruiti per la seconda volta in pochi mesi, dopo la nuova caduta nei test ad Aragon di metà novembre, sono ancora lontani dall’essere a posto. A Portimao Leon Camier ha fatto una ventina di giri, senza forzare. Fra un mese comincia il Mondiale e il dubbio resta: in quali condizioni si presenterà a Phillip Island l’ex campione British Superbike?

SANDRO CORTESE, GRAZIE E…ARRIVEDERCI?

Il tedesco, chiamato last minute per svolgere soprattutto il collaudo di nuovi componenti Showa, ha avuto la sfortuna di incappare in due giornate di pioggia a Jerez. In Portogallo ha lavorato il primo giorno, segnando un interessante 1’42″936. Ma poco dopo l’inizio della seconda e ultima sessione ha dovuto lasciare la V4 R al titolare. Non sapremo mai fin dove sarebbe arrivato il due volte campione del Mondo, che però ha lasciato una buonissima impressione in squadra. Cortese sta cercando una moto, in qualunque campionato, ma per adesso resta a piedi. Non è dato sapere, ad oggi, se Marco Bernabò, titolare di Barni Ducati,  porterà Sandro Cortese a Phillip Island per subentrare qualora  Camier non fosse pronto. I test del 24-25 febbraio saranno la prova del fuoco.

MI MANCA ANCORA LA FORZA”
 
E’ bello essere tornati di nuovo in sella, anche se ho sofferto la mancanza di forza” ha commentato Leon Camier. “Avevo un po’ di dolore quando dovevo appoggiarmi sull’arto. Ho fatto solo una ventina di giri senza forzare e senza prendere rischi, ma le sensazioni sono state positive. Per me è stato importante essere a Portimao per verificare non solo la mia condizione fisica, ma anche per dare le prime indicazioni sull’elettronica. Per i test di Phillip Island abbiamo trovato la giusta direzione in cui andare, ma sul setup della moto c’è del lavoro da fare. Il mio obiettivo è presentarmi in Australia al 100% della forma per recuperare il tempo che abbiamo perso». 

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