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Superbike, serietà Ducati Barni: “Camier? Aspettiamo guarisca”

Marco Barnabò, anima di Ducati Barni, ci racconta come ha fatto a diventare formazione di fiducia di marchi prestigiosi come Ducati, Showa e SC-Project

27 febbraio 2020 - 12:32

La Superbike 2020 sarà durissima per tutti, figuriamoci per Leon Camier che affronterà le tre sfide australiane guidando, praticamente, con un braccio solo. Un vero peccato perchè il britannico,  con la Ducati Barni, qui avrebbe potuto puntare molto in alto. La formazione bergamasca è privatissima, ma questa stagione avrà un potenziale da team factory. La Ducati V4 R è praticamente identica a quelle ufficiali, inoltre Showa (sospensioni) e SC-Project (scarico) forniranno un supporto tecnico del massimo livello. Aldilà dei risultati,  Marco Bernabò ha già vinto: con un organico  ridottissimo, la formazione bergamasca è diventata un banco di prova prezioso non solo per i fornitori esclusivi, ma anche per la stessa Ducati. Non a caso la relazione tecnica con il reparto corse sta diventando sempre più stretta, ogni anno che passa…

Marco, bel colpo la nuova collaborazione con SC-Project…

“Ci hanno cercato loro. Noi inseguivamo da tempo un’azienda che lavorasse solo per noi, con la quale potessimo sviluppare un sistema di scarico partendo dalle nostre esperienze al banco prova. Lo ritenevamo uno step  importante per la nostra crescita tecnica. Direi che abbiamo trovato il massimo. SC-Project ha una tecnologia di alto livello”. 

Anche nel CIV userete lo stesso sistema di scarico?

“Si, la Ducati ci ha dato libertà di farlo. Loro usano un altro fornitore (Akrapovic, ndr) ma grazie a noi hanno la possibilità di verificare il rendimento di materiale diverso, hanno più metri di misura. Vale anche per le sospensioni. Noi lavoriamo da due anni con Showa, altra collaborazione di prestigio, che ci riempie d’orgoglio.”

In effetti: Ducati Barni è garanzia di lavoro e serietà.

“Si, sono molto felice che i nostri sforzi abbiano simili riconoscimenti. Se aziende di questo livello ci supportano, significa che stiamo lavorando bene, che hanno  fiducia nelle nostre possibilità e nel nostro lavoro. Chiaramente non possiamo pensare di vincere il Mondiale Superbike. Il nostro compito è aiutare lo sviluppo Ducati e le aziende che magari, attraverso noi, aspirano a candidarsi come fornitori Ducati.”

Il sogno di Marco Berbabò, oggi, qual è?

“Riuscire a portare più avanti possibile il lavoro di Showa e SC-Project. Sarei molto contento se riuscissimo a dimostrare che la loro tecnologia è competitiva.”

Ci racconti cos’è Ducati Barni?

“Faccio presto: siamo solo sei-sette. Siamo un team privato e dobbiamo fare i conti con costi che si alzano anno dopo anno. Non è facile recuperare i costi, l’unica è ridurli al massimo. Per esempio sarebbe stato più facile cominciare il campionato da Jerez, saltando Australia e Qatar (fra due settimane, ndr). Avremmo potuto prepararci con molta più calma e risparmiato un bel pò di soldi. E nel frattempo il nostro Leon sarebbe potuto guarire…”

Già, veniamo punto dolente: Camier è convalescente.

Si, questa è l’unica cosa che ci preoccupa. Leon non è a posto con la spalla sinistra, non ha recuperato ancora il tono muscolare dopo l’incidente nei test di Aragon (a metà novembre, ndr) e l’operazione che ha subìto alla vigilia di Natale.  Gli sarebbero serviti 20 giorni di tempo in più. Noi qui dovremo andare in pista come se fosse il suo primo test. Se ci mettiamo in testa di correre, facciamo altri danni. Il problema di Leon è che i medici lo avevano consigliato di non operarsi di nuovo, avevano sottovalutato il danno”.

Ci sarebbe stato Sandro Cortese disponibile…

Già, ci ha dato una bella mano nei test, sostituendo Camier. Ma noi siamo di parola, vogliamo che Leon recuperi, e fare bene con lui. Sarebbe stato facile, dopo che si è fatto male, metterlo da parte e pensare ad un altro pilota. Avrei potuto farlo, ma non sarebbe stato corretto. Noi siamo seri, e la serietà paga.”

Siete molto fedeli anche alla Ducati.

Corriamo con la Ducati da vent’anni, siamo rimasti con loro anche nelle stagioni più difficili . Con loro ci siamo beccati anni buoni e altri meno. Ma io credo che quando ci sono difficoltà bisogna lavorare per risolverle, e non saltare sul carro del vincitore. Questa è la nostra mentalità”

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