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Superbike, Leon Camier: “Voglio portare al team Barni i risultati che merita”

Leon Camier a Box18, il salotto live di Corsedimoto. I problemi alla spalla, ricordi di BSB e 125cc, la voglia di fare bene con Barni... L'intervista al pilota Superbike.

15 maggio 2020 - 20:21

Il primo (e finora unico) round Superbike disputato in questo 2020 non è stato positivo per Leon Camier. Il pilota del team Barni infatti è rimasto fermo ai box in Australia a causa di una spalla che causa ancora problemi. Lo stop forzato gli è sicuramente utile per tornare in forma, in attesa della ripartenza. L’obiettivo rimane uno solo: ottenere risultati importanti sia per la sua squadra che per se stesso. Ecco quello che ha raccontato a Box18, il salotto live di Corsedimoto condotto da Fabio Nonnato.

“Non è semplice il passaggio da Honda a Ducati” ha esordito il pilota britannico. “Ti ritrovi una base tutta diversa, dal motore alla ciclistica allo stile di guida. Non ho potuto realizzare molti giri in sella alla Ducati Barni.” Come detto, il suo round in Australia si è chiuso molto presto. “Avevo sempre qualche fastidio alla spalla, che però sembrava risolto. Una volta a Phillip Island però i problemi sono tornati: ho capito quindi di non essere ancora a posto e non ho voluto rischiare. “

Non manca qualche ricordo del BSB. “Un’esperienza pazzesca, iniziata senza test. Mi sono trovato subito bene e sono riuscito a vincere subito. L’anno migliore della mia carriera, spero di ripetermi in WorldSBK!” Memorie meno piacevoli per quanto riguarda il possibile approdo nel Mondiale 125cc. “Mi avevano detto che avrei avuto un posto se avessi vinto il campionato britannico. I miei genitori avevano addirittura venduto la casa per permettermelo… Invece non ho ricevuto la moto promessa.”

Sicuramente il 2020 sarà più corto. “Vivremo una stagione strana. Non ci saranno tante gare, per questo sarà necessario dare costantemente il massimo.” Obiettivi stagionali? “Devo provare che la spalla è a posto e sono capace di correre a questi livelli. Voglio farlo per il team Barni, per portare a tutti i ragazzi i risultati che si meritano. Ma voglio dimostrarlo anche a me stesso.”

Qualche commento poi sui circuiti preferiti, l’esperienza con MV Agusta (“Come una famiglia”), il periodo Honda, il mercato piloti… Questo ed altro nell’intervista integrale, qui sotto

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