Alvaro Bautista a Portimao

Alvaro Bautista: con la Honda riparte dal fondo

Alvaro Bautista chiude ultimo nella classifica combinata del test Superbike a Portimao. Lo spagnolo della Honda chiede aggiustamenti al telaio.

28 gennaio 2020 - 6:08

Alvaro Bautista al di sotto di ogni aspettativa nel secondo test prestagionale di Superbike. Il pilota HRC chiude la classifica combinata di Portimao all’ultimo posto (17°) con un ritardo di 2,7″ dal miglior crono di Toprak. Non male, invece, il compagno di squadra Leon Haslam, 6° e un ritardo di 0,8″ (tempi e classifica QUI).

Un risultato insolito per l’ex pilota Ducati, vicecampione del mondo e vincitore di 16 gare nel 2019. Già al termine del primo giorno di test a Portimao aveva lamentato un ritardo nello sviluppo della nuova CBR-RR R.  Lo spagnolo necessita di raccogliere ulteriori dati nell’ultimo test Superbike in programma a Phillip Island, una settimana prima dell’inizio del WorldSBK. Va alla ricerca di un setting di base, un lavoro che potrebbe richiedere più tempo del previsto. Ma da qui all’Australia gli ingegneri giapponesi sapranno apportare le prime necessarie modifiche per instaurare un feeling migliore tra la moto e Avaro Bautista.

BAUTISTA E LE RICHIESTE ALLA HONDA

Durante la pausa invernale HRC ha compiuto passi avanti con il motore e l’elettronica, manca ancora qualcosa a livello di telaio. “Se devi lavorare come noi, non puoi essere felice. Dobbiamo apportare enormi cambiamenti alla moto per raccogliere dati – ha dichiarato il pilota HRC -. Quindi non sviluppi mai la sensazione di poter spingere. Alla fine, dobbiamo fare questo lavoro, stiamo cercando un buon set-up di base. Potrebbe essere più lento del previsto, ma almeno sono stato in grado di fornire agli ingegneri molte informazioni“.

Una situazione non certo nuova per Alvaro Bautista, che un anno fa si trovava più o meno nelle medesime condizioni. “Il test in Australia sarà molto importante per noi. Fino ad allora, hanno tempo nello stabilimento Honda di darmi quello che ho chiesto. L’anno scorso mi trovavo in una situazione simile prima dell’Australia e la mia moto (la Ducati, ndr) a quel tempo era ulteriormente sviluppata. Eravamo meglio preparati. Il progetto Honda è nato solo tre mesi fa, abbiamo bisogno di più tempo. Avremmo bisogno di almeno altri quattro test per arrivare al livello dell’anno scorso. Ho bisogno di più sensibilità per la moto, sia all’anteriore che al posteriore. Questo va di pari passo con la fiducia“.

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