SBK, Alvaro Bautista

Dalla Superbike alla MotoGP: HRC ha detto no ad Alvaro Bautista

Alvaro Bautista avrebbe voluto tornare in MotoGP nel 2020 per sostituire Marc Marquez o per un test. Ma Honda ha preferito tenerlo in Superbike.

21 maggio 2021 - 20:48

In casa Honda si aspettano un salto di qualità da parte di Alvaro Bautista nella stagione 2021 del Mondiale Superbike. Nel venerdì di Aragon sfrutta le due sessioni di libere per testare il nuovo pneumatico anteriore Pirelli, mentre al posteriore ha confrontato SCX e SC0. Lo spagnolo ha lavorato molto anche sull’elettronica, poi le late temperature pomeridiane hanno messo in crisi la sua moto. L’anno scorso Bautista ha conquistato il primo podio con la Honda ad Aragon… “Difficile ripetersi, perché ci sono molti più piloti a un livello significativamente più alto. Penso che ci saranno più contendenti per un podio rispetto a prima. Il nostro obiettivo è lottare con i primi e penso che il nostro pacchetto non sia male. Forse ci manca ancora qualcosa per il giro veloce, ma sulla distanza sembra piuttosto buono“.

Vicino al ritorno in MotoGP

Pensare che Alvaro Bautista sembrava ad un passo dal ritorno in MotoGP lo scorso anno. Avrebbe voluto sostituire Marc Marquez dopo l’infortunio di Jerez. Invece, Repsol Honda ha preferito Stefan Bradl per non mollare la presa sulla Superbike. Alvaro vanta una lunga carriera in Top Class dal 2010 al 2018, tre stagioni con HRC. “Ho offerto a HRC il mio aiuto la scorsa stagione – ammette a Motorsport-Total.com -. Sia per i test che durante un weekend di gara, qualunque cosa fosse necessaria. Ma HRC ha un progetto molto importante in Superbike. Vogliono vincere qui. Quindi mi hanno detto: Grazie, ma noi vogliamo che tu vinca il Campionato del Mondo Superbike“.

Eppure Bautista in cuor suo avrebbe preferito correre in MotoGP, senza nulla toglie al lavoro svolto da Bradl. “Penso che abbia lavorato bene con HRC. Ma ovviamente non è facile per lui. È un collaudatore e ha la mentalità di un collaudatore. Poi dicono: sostituisci Marc per una gara, va bene. Ma poi diventano due, tre, quattro. Si vedeva che ha continuato a migliorare nel corso della stagione, ma è stato decisamente difficile per lui“. Il rifiuto Honda della sua disponibilità non è stata presa come un’offesa. “Non ero affatto arrabbiato, capisco la decisione. Allo stesso tempo, sarò pronto anche in futuro“. La MotoGP resta un mondo che non ha mai dimenticato…

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