Jonathan Rea conquista con cinque gare d'anticipo il terzo titolo Mondiale della
Superbike consecutivo. (). Per la Kawasaki è il quinto alloro: tre firmati dal 30enne nordirlandese più il primo, storico, vinto dall'americano Scott Russell nell'ormai lontano 1993 e Tom Sykes 2013 ().
APOTEOSI - La consacrazione del talento di Rea sul bagnato di
Magny Cours (Francia). Scattato dalla 13° Superpole, il Cannibale è partito a razzo: dopo due curva aveva già un secondo di vantaggio, 2"4 al primo giro, e così via finchè non ha scavato una voragine fra se e il resto del gruppo. Gli avversari? Neanche visti, come quasi sempre è successo in questa trionfale stagione. Per Rea è il 12° centro 2017, in 21 gare è salito sempre sul podio, ad eccezione di Donington quando finì fuori gara per l'esplosione della gomma posteriore. Un piccolo incidente di percorso che non ha scalpito il suo dominio.
PALMARES - Da quando è salito sulla Kawasaki, nel 2015, Rea non ha più mollato la prima posizione nel Mondiale. Con 50 successi in totale (i primi 15 con la Honda) Jonathan è terzo nella graduatoria dei vincitori di tutti i tempi. Davanti ha solo Troy Bayliss (tre Mondiali), 52 vittorie, e Carl Fogarty, quattro Mondiali e 59 vittorie. Obiettivi alla portata, visto che Rea correrà con il missile Kawasaki anche nel 2018.
MELANDRI RIMONTONA - Senza storia questa gara, troppo forte Rea. Che pur amministrando è riuscito ad accumulare una ventina di secondi su Marco Melandri, autore di una fantastica rimonta dalla quarta fila (12° posizione) causa una scivolata (
qui le foto) in Superpole. Il ducatista ha macinato avversari come birilli, infilando nel finale (non senza sforzo) anche il coraggioso Tom Sykes, compagno di Rea salito sul podio con la mano sinistra operata appena 13 giorni prima, dopo il drammatico incidente di Portimao costatogli la frattura di due due e del polso sinistri. Una prestazione eroica per il 31enne britannico. Di rilievo anche il quarto posto della MV Agusta con il forte Leon Camier. Il romano Davide Giugliano ha portato la Honda al settimo posto. Altri italiani: Lorenzo Savadori (Aprilia) 11°, Raffaele De Rosa (BMW) 13°, Riccardo Russo (Kawasaki) 16°; Alessandro Andreozzi (Yamaha) 17°.
ARRIVO GARA 1 (21 giri, km. 92,631): 1. Rea (Gb-Kawasaki) in 40'06"523 media 138,570 km/h; 2. Melandri (Ita-Ducati) a 16"316; 3. Sykes (Gb-Kawasaki) a 16"666; 4. Camier (Gb-MV Agusta) a 22"133; 5. Lowes A. (Gb-Yamaha) a 41"216; 6. Laverty (Irl-Aprilia) a 1'02"212; 7. Mercado (Arg-Aprilia) a 1'02"567; 8. Giugliano (Ita-Honda) a 1'05"456; 9. van der Mark (Ola-Yamaha) a 1'02"271; 10. Davies (Gb-Ducati) a 1'17"429; 11. Savadori (Ita-Aprilia) a 1'30"899; 12. Ramos (Spa-Kawasaki) a 1'39"811; 13. De Rosa (Ita-BMW) a 1'40"891; 15. Torres (Spa-BMW); 16. Russo (Ita-Kawasaki); 17. Jezek (Cze-Kawasaki); 18. Andreozzi (Ita-Yamaha); 19. West (Aus-Kawasaki).
CLASSIFICA MONDIALE (dopo 21 gare su 26): 1. Rea punti 456 punti; 2. Sykes 327; 3. Davies 302; 4. Melandri 270; 5. Lowes A. 180; 6. van der Mark 173; 7. Fores 156; 8. Camier 146; 9. Torres 132; 10. Laverty 127; 11. Savadori 104. COSTRUTTORI: Kawasaki punti 490; 2. Ducati 415; 3. Yamaha 246; 4. Aprilia 165; 5. BMW 156; 6. MV Agusta 146; 7. Honda 99.