La 4 ore di Suzuka, originariamente riservata alle 250cc 2 tempi e 400 4 tempi passando poi alle 600 Supersport con l'inizio del Terzo Millennio, non ha mai avuto lo stesso prestigio e considerazione della 8 ore. Di fatto ha rappresentato soltanto una sorta di "contorno" alla gara clou, ma la sua importanza nella storia del motociclismo All Japan è acclarata. Lo testimonia il fatto che, dopo un solo anno d'assenza, nel 2026 tornerà protagonista in data 6 settembre, con una nuova funzione: preparare squadre e piloti alla 8 ore, seppur in sella a moto 600 Supersport.
DEBUTTO NEL 1980
La 4 ore di Suzuka venne istituita nel 1980, due anni dopo la prima edizione della 8 ore svoltasi in data 30 luglio 1978. Rispetto alla "sorella maggiore", lo scopo originario della "Yon Tai" fu quello di far correre i motociclisti alle prime armi, tanto che ben presto assunse la titolazione di "Koshien per motociclisti principianti" (Koshien sono i due tornei annuali di baseball delle scuole superiori giapponesi). Una necessità considerando che, proprio nel 1980, la
8 ore di Suzuka entrò a far parte del calendario del Mondiale Endurance, pertanto con i soli piloti in possesso della licenza internazionale ammessi al via. Contestualmente la prima 4 ore svoltasi nel 1980 accettò motociclisti con titolarità delle licenze Novice e Junior rilasciate dalla MFJ. I primi poterono correre con moto derivate dalla produzione di serie fino ad un massimo di 250cc o TT-F3, mentre ai titolari della licenza Junior fu riservata esclusivamente la possibilità di schierarsi con moto fino ad un massimo di 125cc di cilindrata.
CAMBIO DI REGOLAMENTO
Fino al 1991 le moto ammesse al via furono le 250cc 2 tempi (TT-F3) e 400cc 4 tempi (SP400), con un riadattamento regolamentare dal 1992 al 2000: stessa filosofia costruttiva con il dualismo tra 250cc 2 tempi (specifiche regolamentari SP250) e 400cc 4 tempi (SP400). Dal 2001 fino al 2024 si passò alle Supersport 600cc 4 tempi 4 cilindri, con regolamentazione ST600 ed ST600R dell'All Japan.
DAL BOOM AL DISINTERESSE
Nel 2024 si disputò per l'appunto l'ultima edizione prima del ritorno previsto per il 2026 come gara concettualmente votata a preparare squadre e piloti alla 8 ore. Un po' come alle origini, quando la 4 ore rappresentò la gara del "boom": nel 1983 ben 283 team iscritti (566 piloti) per 60 posti per la gara. Nel 1988 si passò all'incredibile richiesta di 619 partecipanti (273 nella TT-F3, 364 nella SP400) per soli 60 posti in gara. Per questa ragione venne creata una "Gara B" dove furono ammessi i team qualificati dal 61° al 120° posto, i primi 3 poi ripescati per la finale A.
NOMI STORICI NELL'ALBO D'ORO
Se nelle ultime edizioni di fatto la 4 ore di Suzuka si trasformò in un terreno di caccia per le filiali del sudest asiatico di Honda e Yamaha (Thailandia, Malesia e Indonesia), tra gli anni '80 e '90 si alternarono sul gradino più alto del podio piloti poi affermatisi anche a livelli internazionale. Questo il caso di Hikaru Miyagi (1983), Katsuro Takayoshi (1986), Tohru Ukawa e Akira Yanagawa (1990), Takeshi Tsujimura (1991), Haruchika Aoki e Katsuaki Fujiwara (1992), Shinya Nakano (1994) e Daisaku Sakai, nel 1995 vincitore a soli 13 anni compiuti! Nel 1993 proprio alla 4 ore si mise in mostra un giovanissimo Daijiro Kato, il quale lottò per la vittoria con il Team Kotake with RSC Honda.
4 ORE DI SUZUKA IN ROSA
La "Yon Tai" ha rappresentato di fatto la gara delle opportunità e la più inclusiva possibile, con un focus particolare rivolto al motociclismo in rosa. Già nella prima edizione disputatasi nel 1980 si registrò la presenza di ben 5 motocicliste con la graduatoria Novice con moto TT-F3 che vide la pole position della Suzuki GSX400E preparata da Dr.SUDA ed equipaggiata da propulsore Yoshimura condotta dalle motocicliste Hiroko Hori e Mineko Imazato. Nella seconda edizione svoltasi nel 1981 la motociclista Mari Igata, affiancata da Hiroo Takemura, conquistò la pole position di classe 125cc con una Honda MT125R, per poi negli anni avvenire disputare due edizioni della
8 ore di Suzuka (1983 e 1984) e fondare la propria scuola "Team Mari" che accolse complessivamente 14.000 motocicliste nel corso degli anni.
STORICA VITTORIA IN ROSA NEL 2019
L'abbinamento tra la 4 ore ed il motociclismo in rosa proseguì nel biennio 2004-2005 con il team Synergy Force Moriwaki Club schierò un equipaggio tutto femminile voluto da Midori Moriwaki e Nita Korhonen (all'epoca responsabile FIM Women in Motorcycling, figlia dell'ex motociclista finlandese dei GP Pentti Korhonen). Nel 2004 Melissa Paris e Shelina Moreda conclusero al 28° posto, mentre nel 2005 l'equipaggio formato dalla stessa Shelina Moreda affiancata per l'occasione da Avalon Biddle (oggi Avalon Lewis), convocata in sostituzione dell'infortunata Melissa Paris, si classificò al 26° posto assoluto. Memorabile quanto accaduto nel 2019: la thailandese
Muklada Sarapuech conquistò la vittoria, affermandosi come la prima motociclista a vincere una gara internazionale a Suzuka con il team A.P. Honda Racing Thailand diretto da Ratthapark Wilairot, riuscendoci in sella alla Honda CBR 600RR #149 in equipaggio con il connazionale Piyawat Patoomyos. Sempre nel 2019 l'equipaggio tutto femminile del GOSHI Racing formato da Chisato Katayama e da Karen Ogura (sorella di Ai Ogura) concluse al 5° posto assoluto.
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