E' lo stesso
Mugello di sempre. Il verde delle colline toscane, il rombo dei motori. Nessun fischio, nessuna contestazione ai piloti "nemici" di Rossi. Tutto tranquillo, il venerdi è filato liscio.
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E' lo stesso Mugello di sempre, non noto alcun cambiamento" glissa un
Jorge Lorenzo poco incline a parlare dell'argomento sicurezza. "
I guardiaspalle? Domenica c'è una gara importante, ho altri pensieri."[caption id="attachment_94607" align="alignright" width="300"]
Il van HRC di Marquez controllato a vista
Più loquace
Marc Marquez che a fine prove, nel retrobox, è stato acclamato da una piccola folla che accalcata alle transenne di protezione chiedeva autografi e selfie. "
Girando in pista ho visto molto giallo, e neanche una bandiera con il 93 ma è naturale, siamo a casa di Valentino" ci scherza su il quattro volte campione del Mondo.
Comunque non è vero che le misure di sicurezza sono state ammorbidite . Non solo i piloti più in vista sono seguiti come ombra dai guardiaspalle della Dorna, ma anche i van delle squadre sono piantonati dal personale dell'agenzia tedesca a cui il promoter del Mondiale ha affidato la tranquillità del paddock.
Fuori, sui giganteschi prati dove tra sabato pomeriggio e notte si radunerà la tifoseria più calda, per adesso nessun problema. In tribuna centrale, a inizio pomeriggio, proprio davanti al box di
Valentino Rossi è stato appeso lo striscione "Dio perdona il Mugello no". Ma dopo le qualifiche
MotoGP è stato coperto da un altro drappo, meno polemico.
Piccolezze. Speriamo che duri.