Con l'elettronica limitata e identica per tutti il pilota conta di più. E' l'opinione di Gabriele Conti, 42 anni, toscano di Tavarnelle val di Pesa, responsabile dello sviluppo software di
Ducati Corse. Lo ha intervistato Paolo Ianieri per l'edizione cartacea de
La Gazzetta dello Sport in edicola oggi. Ecco alcune parti.
“Prima se avevi un problema sviluppavi l’elettronica e modificavi le strategie, ora lavori sulle calibrazioni in pista. E aggirare i problemi diventa più dura, per il pilota, che poteva chiedere qualsiasi cosa, e per noi, che modificavamo subito”
Faccia un esempio su cosa prima si poteva fare e ora non più.
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La centralina Marelli per la MotoGP ad elettronica unificata
“Dando numeri a caso, se il controllo di trazione permetteva 100 personalizzazioni, ora sono 12”
Il pilota diventa più importante?
“Sì, perché deve imparare a gestire il gas un po’ più in autonomia. Il polso ora conta di più”.
Perché, rispetto a voi e Yamaha, la Honda fa così fatica?
“Bella domanda, ma ho solo ipotesi. Ovvero che il loro metodo di lavoro fosse completa mente diverso dal software unico. Però mi stupisce, hanno partecipato alla stesura e nonostante fossero completamente d’accordo ora sono in difficoltà”.
A fine 2016 a livello di elettronica a che livello saremo?
“Divido la domanda in tempo sul giro e distanza di gara. Sul primo si recupera tutto, un giro, come faceva Capirossi, puoi farlo anche con l’elettronica spenta. Ho invece dubbi sulla gestione gara, potremmo vedere finali con piloti che tribolano. Per dare un’idea, se l’anno scorso eravamo a 100, oggi siamo a 75, ma arriveremo a 90”.