MotoGP Elettronica "Adesso il pilota conta di più"

In Pista
sabato, 13 febbraio 2016 alle 16:24
conti
Con l'elettronica limitata e identica per tutti il pilota conta di più. E' l'opinione di Gabriele Conti, 42 anni, toscano di Tavarnelle val di Pesa, responsabile dello sviluppo software di Ducati Corse. Lo ha intervistato Paolo Ianieri per l'edizione cartacea de La Gazzetta dello Sport in edicola oggi. Ecco alcune parti.
“Prima se avevi un problema sviluppavi l’elettronica e modificavi le strategie, ora lavori sulle cali­brazioni in pista. E aggirare i problemi diventa più dura, per il pilota, che poteva chiedere qualsiasi cosa, e per noi, che modificavamo subito”
Faccia un esempio su cosa prima si poteva fare e ora non più.
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La centralina Marelli per la MotoGP ad elettronica unificata
La centralina Marelli per la MotoGP ad elettronica unificata
“Dando numeri a caso, se il controllo di trazione permette­va 100 personalizzazioni, ora sono 12”
Il pilota diventa più importante?
“Sì, perché deve imparare a ge­stire il gas un po’ più in autono­mia. Il polso ora conta di più”.
Perché, rispetto a voi e Yamaha, la Honda fa così fatica?
“Bella domanda, ma ho solo ipotesi. Ovvero che il loro me­todo di lavoro fosse completa­ mente diverso dal software unico. Però mi stupisce, hanno partecipato alla stesura e no­nostante fossero completa­mente d’accordo ora sono in difficoltà”.
A fine 2016 a livello di elettronica a che livello saremo?
“Divido la domanda in tempo sul giro e distanza di gara. Sul primo si recupera tutto, un gi­ro, come faceva Capirossi, puoi farlo anche con l’elettronica spenta. Ho invece dubbi sulla gestione gara, potremmo vede­re finali con piloti che tribola­no. Per dare un’idea, se l’anno scorso eravamo a 100, oggi sia­mo a 75, ma arriveremo a 90”.

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