MotoAmerica Superbike: Jake Gagne è tornato al successo

In Pista
lunedì, 07 aprile 2025 alle 12:12
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Trecentocinquanta giorni. È il tempo che Jake Gagne ha dovuto aspettare prima di tornare a salire sul gradino più alto del podio nel MotoAmerica Superbike. Un’attesa lunga, segnata da dolore fisico, delusioni e un ritiro anticipato dalla stagione 2024. Domenica, sotto la pioggia battente del Barber Motorsports Park in Alabama, il tre volte campione della MotoAmerica Superbike però ha scacciato ogni dubbio: Jake Gagne è tornato.
Il pilota del team Attack Performance Progressive Yamaha Racing ha dominato gara 2 con autorità. Ha preso il comando alla prima curva e non ha lasciato più spazio agli avversari. Sul tracciato bagnato e insidioso, Gagne ha costruito un vantaggio che ha sfiorato i 13 secondi, per poi rallentare nel finale. Ha chiuso comunque con 6,7 secondi di margine. Il ritorno al successo mancava da aprile 2024, quando ha vinto la seconda manche a Road Atlanta. Successivamente la sindrome del tunnel carpale lo ha costretto a fermarsi.
Alle sue spalle, Cameron Beaubier ha confermato la sua costanza chiudendo secondo con la BMW M1000 RR del team Tytlers Cycle Racing, dopo aver vinto la gara del sabato. Il cinque volte campione della categoria ha preceduto di poco Josh Herrin, che ha riportato la Ducati Warhorse HSBK Racing sul podio con una terza posizione combattuta fino all’ultimo giro.
Il weekend ha regalato ottimi spunti anche per Sean Dylan Kelly, quarto in entrambe le gare al debutto sulla Vision Wheel M4 ECSTAR Suzuki. Più sfortunato Bobby Fong, compagno di squadra di Gagne, che dopo il secondo posto di sabato ha lottato per il podio anche domenica, salvo retrocedere a causa di problemi di visibilità causati da una visiera appannata.
Ora Beaubier guida la classifica generale con 45 punti, seguito da Gagne (41), Fong (31), Herrin (27) e Kelly (27). Prossimo appuntamento: Michelin Raceway Road Atlanta, dal 2 al 4 maggio. E se il buongiorno si vede dal mattino, questa stagione promette spettacolo.
Photo by Brian J. Nelson

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