Nell'anno di debutto nella
Moto2 del
JuniorGP ecco arrivato il primo podio per
Alessandro Morosi. Ha brillato in particolare nel
round del MotorLand Aragon, mostrando un ottimo passo fin dalle libere, fino ad agguantare un gran secondo posto in Gara 2. Primo podio sia per lui che per Eagle-1, squadra nata nel 2023 proprio con Morosi per disputare la Moto3 (
la sua storia). Quest'anno è al debutto nella categoria proprio col 'suo' pilota ed ecco il primo podio in assoluto nel FIM JuniorGP! Un'importante iniezione di fiducia in vista dei tre round rimasti, a partire da Misano, sentito evento di casa sia per la squadra che per il pilota. Intanto ecco il racconto del fine settimana aragonese, segnato dal pensiero della scomparsa pochi giorni prima del
17enne Pau Alsina...
Primo podio nella Moto2 del JuniorGP. Ci racconti com'è andata?
È stato un bel weekend fin dall'inizio. Siamo riusciti ad andare forte già nelle prime prove libere e a fare un passo avanti sulla velocità. Da subito eravamo nelle prime posizioni girando sempre da soli, è sempre stato il mio metodo. Venerdì nelle practice ho fatto 1° e in qualifica ho perso la pole per poco, ma sono contento perché comunque ho fatto tutto da solo, quindi è positivo.
Alessandro Morosi, tocca poi alle due gare.
In Gara 1 ho fatto un po' d'esperienza, era la prima volta che mi trovavo davanti ed era tutto diverso, poi non ero perfettamente a posto. Nei turni avevamo girato con gomma morbida, in gara invece ho dovuto usare quella un po' più dura, quindi il setting non era perfetto. Ma ci è servito comunque per migliorare la moto, infatti in Gara 2 andava molto meglio e sono riuscito a fare quello che volevo, a guidare sciolto, ed è arrivato il risultato.
Cosa vuol dire questo primo podio Moto2?
È importantissimo sia per me che per tutti i ragazzi del team, è il primo podio che portano a casa e, per come stanno lavorando e per quello che hanno fatto, dà sicuramente motivazione.
Da sottolineare che tutti e due siete al debutto in Moto2.
Sì, è una cosa nuova, infatti nessuno se l'aspettava! Si aspettavano che in questa gara potessi stare nei 10, perché comunque l'avevo già fatto nella scorsa gara. Pensavano potessi stare un po' più avanti, quindi potevo portarmi a casa tranquillamente un 6°-7° posto. Di certo non pensavano di giocarsi la vittoria! Siamo tutti davvero felici.
Una gara da protagonista, sul finale hai fatto di tutto per tenere il 2° posto.
A dire la verità, non ero sicuro che fosse l'ultimo giro! Ad Aragon hai il cartellone elettronico praticamente sopra alla testa, stavolta non c'era, non l'ho visto. Guardavo quindi le tabelle, ma alcuni non segnavano i giri... Però avevo visto qualche indicazione prima, quando siamo arrivati a quello che credevo l'ultimo giro mi sono detto che dovevo farlo a fuoco! Quando Orradre mi ha sorpassato all'ultima curva l'ho ripassato subito, se era la fine della gara mi portavo a casa almeno il secondo posto. In realtà volevo andare a prendere anche Pawelec, ne avevo, però mi sono incastrato con Orradre e ormai era finita la gara...
Alessandro Morosi, tagli il traguardo e sei sul podio: il primo pensiero?
Quando ho tagliato il traguardo ho realizzato quello che avevo fatto e ho pensato a Pau Alsina, che era mancato qualche giorno prima. Lunedì mattina avevo scritto al suo migliore amico e gli avevo detto che avrei fatto podio per Pau. In realtà mi mancava ancora il livello per essere da podio, non ero sicuro che l'avrei fatto... Ma mi sono sentito quasi in dovere. Giovedì, arrivato in pista, mi sono seduto mezz'oretta sulla "sua" curva, è stato sicuramente un momento emozionante. Ma tutto quello che è successo mi ha dato una forza incredibile e sono riuscito a farlo! La prima cosa che ho pensato è stata che sono riuscito a dedicargli il podio, ci ho portato anche la bandiera. È stato bellissimo.
Che rapporto avevi con Pau Alsina?
Ci conoscevamo perché comunque frequentiamo tutti lo stesso contesto e li vedo fuori dal paddock come se fossero tutti amici, anche se non hai un certo rapporto. Avevo sentito tanto anche quello che era successo a Borja Gomez, in questo caso sono più amico del suo migliore amico, ma mi sono sentito tanto vicino in quel momento e ho dovuto farlo. Alla fine anche se non sei proprio amico, lo vedi nel paddock, lo saluti... Oltre al fatto che è una persona che sta cercando di ottenere la stessa cosa che vuoi tu, lo stesso obiettivo, quindi c'è grande rispetto. Una dedica molto speciale. Ce ne sono anche altre?
È un momento molto importante per la squadra e per la mia famiglia. Continuiamo così! È solo l'inizio e c'è stata una bella progressione, non siamo magari arrivati subito come alcuni rookie, ma l'importante per me è arrivare. Sono un pilota "diesel", che magari ci mette un po' di più, ma quando ci sono riesco ad essere costante. Molti piloti poi sono arrivati in squadre già esperte nella categoria, noi invece stiamo scoprendo tutto insieme.
Alessandro Morosi, com'è questo ritorno in Eagle-1 per il salto in Moto2?
Non vorrei essere in nessun altro team, sto benissimo dove sono e per me è fondamentale arrivare assieme a loro. Sono una famiglia, hanno creato una squadra nel 2024 per me, per farmi correre in Moto3, e quello che stiamo facendo ha un valore ancora più grande. C'è anche qualcuno con tanti anni di esperienza che sta dando una grossa mano, come Gabriele Pogliano, il capo tecnico [foto qui in basso] e Pere Lopez Codina, il primo meccanico. Sono in Moto2 da anni e stanno portando in alto il livello del team, ringrazio Max e Vittoria per essere riusciti a portarli in squadra. E poi chissà, sarebbe bello riuscire a fare insieme una wild card nel Mondiale Moto2! Alessandro Morosi, forse dovevi passare prima in Moto2?
Ad oggi ti direi che sì, avrei dovuto farlo prima. Ma i risultati ottenuti l'anno scorso nella prima parte di stagione mi sono comunque serviti: l'intensità del corpo a corpo nelle gare è dovuto anche a quello che ho fatto l'anno scorso, alla consapevolezza di poterlo fare. Senza quelle esperienze, forse in Gara 2 ad Aragon me la sarei fatta sotto [risata]. All'inizio però è stato comunque difficile: molti mi dicevano 'Con la
Moto2 andrai fortissimo'
, quindi diciamo che un po' mi ero convinto di questa cosa e mi aspettavo di essere veloce fin dalle prime volte che sono salito sulla Moto2. Ero un po' deluso, ma ci siamo risposti da soli: è passato un po' di tempo e abbiamo fatto dei test in più, e stiamo arrivando. Guardando anche alla tua struttura fisica, da tempo eri troppo grande per la Moto3...
Sì sì, è stato un bel problema. Adesso invece sono davvero comodo! E adesso posso dire che ho una vita al di fuori delle moto. Dal 2022 fino al 2024 la mia vita era solo lì, fuori pensavo solamente a dover stare nel peso per andare bene: dovevo stare sempre attento a mangiare, non andavo fuori a cena con gli amici... Mi sono perso dei momenti belli. Ma non rimpiango niente, è la vita che mi sono scelto e spero di poterlo rendere il mio lavoro un giorno. Tutti i sacrifici secondo me portano sempre da qualche parte. Adesso però sono più tranquillo, sulla moto non ho nessuna zavorra perché siamo perfetti col peso e, se capita, posso concedermi qualcosa in più a livello di cibo. Sono contento di questa scelta in tutti gli aspetti.
È stata la scelta giusta quindi. Adesso però hai un po' di pausa.
Sì, mi tocca aspettare fino a metà settembre per andare a Misano! Speriamo però di fare qualche test prima, sarebbe fantastico arrivare lì pronti. Dobbiamo mantenere la concentrazione, adesso c'è la motivazione giusta e io sono il primo a voler fare bene in casa!
Attualmente sei 7° in campionato, ma mancano ancora 5 gare in tre round.
Se riesco a mantenere almeno questa velocità... Ho ancora qualche pecca: nelle curve lente non ho ancora il livello di fiducia che vorrei, faccio fatica a farla girare negli spazi stretti. È ancora il mio punto debole, ma penso di essere migliorato molto ad Aragon. Se dovessi riuscire a migliorare ancora, posso puntare ai primi 3. Il primo no, matematicamente è quasi impossibile, forse gli altri due... Nessuno è facile da battere, ma ci proviamo.