Imbattibile, inavvicinabile, inespugnabile. A suon di successi,
Michele Pirro si è affermato come il
"Re" del CIV in epoca moderna. Dai primi anni Duemila, un palmares (quasi) senza eguali comprensivo di 10 titoli italiani tra Superstock 1000 (2007, 2008), Supersport (2009) e Superbike (2015, 2017, 2018, 2019, 2021, 2022, 2024). Di fatto, segnando un’era. Adesso, per il collaudatore Ducati Corse non è più così. Le vicissitudini dell’ultimo biennio hanno pesato e non poco, con il futuro del motociclista pugliese messo persino in discussione.
MALEDETTO 2023
Nel 2022
Michele Pirro si era laureato per l'ennesima volta Campione italiano Superbike, la nona in carriera nel circus del CIV. Da lì a qualche mese, ne ha vissute di tutti i colori in un 2023 partito coi migliori presupposti con l'assalto al terzo tricolore consecutivo, programma affiancato dalle (allora) ricorrenti
"comparsate" in MotoGP, ma concluso di male in peggio. Dopo la soddisfazione del miglior tempo nelle FP1, il 9 settembre rimase coinvolto in una carambola innescata da Jack Miller al via del GP di San Marino e della Riviera di Rimini, disputato sotto le insegne Ducati Lenovo Team in sostituzione dell'infortunato Enea Bastianini. Qualche settimana più tardi, nel weekend del 6-8 ottobre, dapprima l'erroraccio in Gara 1 e successivamente
il discusso botto con Lorenzo Zanetti in Gara 2 nella finalissima del CIV a Imola. Addio al #1, frattura del malleolo tibiale con conseguente intervento chirurgico ad una caviglia sinistra già malmessa per l'incidente di Misano.
BILANCIO IN PASSIVO
Superata questa cocente delusione, la reazione d'orgoglio di
Michele Pirro non si è fatta attendere nel 2024. Sette vittorie in 12 gare e, anche in virtù di una certa incostanza altrui, decimo titolo conquistato con largo anticipo. Sempre più recordman del CIV Superbike, affermandosi come il terzo pilota più vincente nella storia della serie tricolore alle spalle solo di Giacomo Agostini (16 titoli) e Tarquinio Provini (11). Un traguardo prestigioso che lasciava presagire l'avvento di una seconda giovinezza: un fuoco di paglia. Vuoi per l'età che avanza (39 anni compiuti lo scorso 5 luglio), vuoi per la crescita esponenziale degli avversari, in questo 2025 il piatto piange. Tanti errori, alcuni grossolani e l'onta di aver centrato finora appena una vittoria, mai così poche da quando corre nel CIV SBK. Con la doppia-scivolata nell'ultimo round di Misano è inoltre precipitato a -76 dal capo-classifica di campionato Alessandro Delbianco, preceduto persino dalla rivelazione Gabriele Giannini.
MICHELE PIRRO: QUALE FUTURO?
La matematica lo tiene ancora in gioco con 125 punti in palio nelle conclusive 5 gare, ma oggettivamente le speranze di difendere il titolo sono ridotte al lumicino. Ancor di più con un Delbianco in questo stato di forma. La sensazione è che nel CIV Superbike si stia per assistere ad un passaggio di testimone, mentre tiene banco il futuro tutto da scrivere di Pirro. Il peso degli anni e gli acciacchi si fanno sentire, anche per sua stessa ammissione, tanto che di recente non ha escluso la possibilità di ritiro nonostante la scadenza del contratto con Ducati fissata a fine 2026. Rumours assicurano che, in ogni caso, da parte sua ci sarebbe l’interesse di continuare. Per due ragioni, principalmente. Da una parte contribuire allo sviluppo del prototipo MotoGP da 850cc in ottica 2027, dall'altra fa gola l'arrivo tanto atteso della nuova Panigale V4 R, arma totale per un'estrema eleganza al CIV l'anno venturo inseguendo il personale 11esimo titolo. Se ne saprà di più nelle prossime settimane, quando saranno in programma ulteriori incontri con la casa madre.
Photo credit: Dani Guazzetti