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Alessandro Delbianco: “In pista dopo tanto tempo? Mi sentivo un paletto!”

Alessandro Delbianco in azione giovedì a Misano. Si comincia a preparare il ritorno nel CIV Superbike. "Un'opportunità, ma punto a tornare presto nel Mondiale."

15 maggio 2020 - 17:08

Alessandro Delbianco è stato uno dei (pochi) protagonisti della ‘riapertura’ dei lavori a Misano. Il 22enne pilota di Rimini riparte dal CIV Superbike con DMR Racing dopo una stagione nel Mondiale di categoria. Un ritorno nel Campionato Italiano che viene visto come un’opportunità, un passaggio, per tornare a competere quanto prima a livello internazionale. Nel frattempo però si riparte dopo lo stop forzato per l’emergenza sanitaria, con tutte le dovute precauzioni.

Com’è andata la giornata di allenamenti a Misano?
È passato davvero tanto tempo dall’ultima volta che sono sceso in pista. Certo, mi sono allenato quest’inverno con delle 300 e su piste piccoline, ma una moto da 200 cavalli erano sette mesi che non la guidavo, praticamente dal round in Qatar. Il primo giro è stato molto emozionante, quasi mi si incrociavano gli occhi perché in un certo senso non ero più abituato ad andare a 300 km/h. In generale comunque è stato bellissimo.

Sensazioni a livello fisico?
Tutti vedono i piloti quasi come dei supereroi, ma non è stato facile tornare in pista dopo questo lungo stop. Ho disputato un mondiale in sella ad una 1000 da oltre 200 cavalli, eppure mi sono sentito un paletto, un pezzo di legno. Non era così semplice muoversi, gli occhi facevano fatica a seguire la pista a 300 km/h. Molto umano!

Cosa pensi del nuovo asfalto del Misano World Circuit?
Direi che è strano. Sicuramente ha un sacco di grip, ma bisogna dire che era tutto sporco tra sabbia, lavori in corso anche sulle tribune… A fine giornata siamo riusciti a pulirlo un po’, ma siamo sempre rimasti ben lontani dai record.

Che atmosfera hai trovato nel paddock?
È stata una giornata tra amici, come siamo tutti. Non eravamo tanti ed alla fine c’è stato poco tempo per confrontarsi. Tutti ad una certa distanza, con le mascherine, ognuno nel suo box… Non sono mancati controlli abbastanza severi, com’è giusto che sia.

Come hai vissuto la tua quarantena?
In maniera molto leggera, niente di eccezionale da registrare. Sono rimasto prevalentemente sul divano, ho dormito tantissimo, ma ho trascorso anche del tempo con la mia ragazza, giocavo alla Playstation… Come dicevo, niente di particolare.

Come vedi questo ritorno nel CIV?
Non lo considero un ritorno, piuttosto come un passaggio. Le mie ambizioni sono quelle di tornare il più presto possibile a competere nel Mondiale Superbike. Il CIV è un’opportunità: mi manca una stagione tranquilla, in cui ho tutto sotto controllo e posso pensare solo al risultato. Ogni anno ho dovuto imparare a conoscere la moto, i circuiti, la categoria, quindi fare tutto di corsa per cercare di portare risultati senza avere esperienza. Per una volta faccio un passo indietro: ho le capacità per disputare un campionato del genere, lo vedo come una spinta per il mio futuro.

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