Aurelia Cruciani: “Sogno il Mondiale, ma gli investimenti sulle ragazze?”

In Pista
martedì, 01 ottobre 2024 alle 16:30
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Lorenzo Zanetti (Superbike) e Cesare Tiezzi (Moto3) erano solo una parte dei graditi “came-back” registratisi lo scorso fine settimana per la finalissima del CIV all'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola. Trascorsi 357 giorni dalla sua ultima apparizione ufficiale, Aurelia Cruciani è tornata in gara dopo un’intera stagione (o quasi) “sabbatica”. La romana, vecchia conoscenza di Europeo Femminile WEC e CIV Femminile, ha ripreso la via della pista debuttando nel contesto del trofeo monomarca Yamaha R7 Cup sotto le insegne del team Isernia Corse. Una partecipazione, anticipata su queste pagine in data 23 settembre, motivata dal desiderio di rimettersi in gioco.

Aurelia Cruciani, soddisfatta di questa apparizione-spot nella Yamaha R7 Cup Italia?

“L’avevo presa senza particolari aspettative considerando i pochissimi chilometri percorsi sulla Yamaha R7. Invece, beh... mi sono fatta travolgere da tutte quelle emozioni tipiche di un week-end di gara, proprio come in passato. Nelle prove ho acquisito sempre più dimestichezza, abbassando di un paio di secondi i miei riferimenti cronometrici. Sono un po’ rammaricata per l’epilogo della gara. Sono scivolata nel corso del secondo giro, nel mirino avevo il gruppetto di piloti in lotta per la top-20. Avrei preferito tagliare il traguardo. Nel complesso, comunque, mi ritengo felice”.

Il rapporto con il team Isernia Corse nasce da lontano?

“Mi avevano cercata già ad inizio anno per il WorldWCR (Mondiale Femminile; ndr), ma allora sentivo la necessità di staccare dalle corse. Ciononostante, sono stata ricontattata a stagione in corso. Nel frattempo avevo maturato una prima opinione sul Mondiale e, di conseguenza, la possibilità di una wild card nel round di Cremona mi ha allettata subito. In estate abbiamo affrontato un paio di giornate di test tra Mugello e Misano utili a scoprire la R7. Purtroppo, alla fine è saltato tutto. Il motivo? Il budget, ovviamente… in ogni caso l’interesse della squadra è rimasto vivo. La mia presenza all’ultima gara stagionale della R7 Cup lo testimonia. L’intento comune è di imbastire un progetto solido per il 2025”.

Aurelia Cruciani in azione a Imola con la Yamaha R7 del team Isernia Corse

A proposito di Mondiale Femminile, se avessi preso parte a tutta la stagione te la saresti giocata con le migliori?

“Le spagnole di punta di fatto sono delle professioniste… competere con loro? Impresa bella tosta, ma ci avrei provato. Alla luce delle performance espresse finora da Roberta Ponziani, con cui ho battagliato spesso ai tempi della WEC e del CIV Femminile, penso che avrei potuto lasciare il segno. Se non in tutte, quantomeno in alcune gare”.

Lo scorso 28 marzo, giorno dell’annuncio del tuo stop, ti eri schierata apertamente contro il “sistema” del dio denaro. Improbabile che il mondo motociclistico sia cambiato in meglio in così poco tempo. Dunque, che cosa ti ha spinta a tornare?

“Anche io mi chiedo perché ci sono ricascata! Durante la mia lontananza dalle gare ho realizzato che le moto sono tutto per me. Difficile farne a meno, tanto che nei mesi scorsi ho accettato l’offerta di Kevin Calia per entrare a far parte del Team 74 Racing seguendo nella veste di telemetrista/coach i suoi pilotini nelle classi FIM MiniGP Italy Series Ohvale 160cc e 190cc del CIV Junior. Adesso mi attrezzerò per rintracciare un manager o un’agenzia in grado di curare i miei interessi e interfacciarsi con ipotetici sponsor. La ricerca dei finanziamenti è stressante, gravosa. Se la gestisco in prima persona quando trovo il tempo per allenarmi e girare in moto? Senza dimenticare il lavoro, quello ‘vero’… continuo a sostenere che, a questi livelli, il motociclismo non è remunerativo”.

Hai menzionato la tua nuova mansione nel Team 74 Racing, come te la sei cavata?

“Non ho dovuto imparare granché: le Ohvale dispongono di una telemetria semplificata, il loro comportamento è abbastanza intuitivo. I ragazzini di 10 anni, molti dei quali neofiti, non hanno bisogno di troppe informazioni. Nei briefing vado subito al punto. Usando un linguaggio semplice, evitando il gergo tecnico. L’importante è che si ricordino di aprire il gas al momento giusto! Mi sono divertita tantissimo, ringrazio di cuore Kevin Calia per l’opportunità e la fiducia riposta in me”.

L’Aurelia telemetrista/coach è ciò che è mancato all’Aurelia Cruciani pilota?

“Tolta la parentesi del 2023 con il team Roc’N’Dea, nel resto della mia breve carriera non ho mai potuto contare su di una figura del genere. Pagandone le conseguenze. Ho mosso i primi passi in pista tardi, a cavallo tra il 2018 e il 2019, all’età di 22-23 anni. Facevo affidamento su quel poco che avevo a disposizione: la mia Yamaha R3 da allenamento più il mio meccanico di fiducia. La foga di voler bruciare le tappe e stare davanti a tutti i costi, mi ha fatto commettere tanti errori. Anche se non ho raggiunto traguardi memorabili, l’ho sempre considerata un’esperienza formativa. I fondamentali imparati all’epoca li ho trasmessi ai pilotini del Team 74 Racing: si va in pista per godersi l’attimo, restando concentrati su sé stessi e non sugli avversari”.

Da addetta ai lavori del CIV Junior osservi da vicino vari potenziali prospetti del nostro panorama nazionale. La base del motociclismo italiano è povera di talento?

“Ce ne sono di giovani spendibili. Tanti e che vanno forte. Tuttavia, penso che la maggior parte di loro non sfonderanno mai per mancanza di budget. Il problema è sempre lo stesso…”.

Sono stati fatti dei passi in avanti per il movimento femminile?

“L’ho ritrovato… esattamente come l’ho lasciato. Se si vuole farlo crescere, bisogna investire su noi ragazze. Molte sono in età avanzata, io compresa. Le giovani promettenti si contano sulle dita di una mano: alcune hanno preferito percorrere strade alternative, altre sono troppo piccole per ambire a determinate realtà. Con maggiori incentivi da parte degli organizzatori, forse non avremmo avuto soltanto una portabandiera (Roberta Ponziani; ndr) al Mondiale. Con me, Sara Cabrini (rimasta per ora in “pausa di riflessione”; ndr) oltre alla stessa Ponziani, l’Italia poteva essere grande protagonista. Vederne solo una al via, per quanto competitiva, spiace…”.

Magari Roberta Ponziani soffrirà di meno la solitudine nel 2025…

“Ho voglia di allenarmi e mi piacerebbe correre nel Mondiale. Resta il fatto che devo lavorare e non posso permettermi di cercare sponsor dalla mattina alla sera. Per correre in pianta stabile nel Mondiale servono soldi, tanti. Certo, per l’iscrizione ‘bastano’ 25.000 euro, poi chi paga le trasferte, i test ed eventuali danni alla moto? Sono necessari almeno 50.000 euro per prevenire qualsiasi evenienza… in ottica futura dovrebbero valutare una formula che contempli agevolazioni economiche per le prime classificate di certi campionati”.

Aurelia Cruciani, che cosa rappresenta per te il motociclismo?

“Un riflesso complesso di gioia, sacrifici e aspirazioni. In quest’ultimo periodo mi sono cimentata nella corsa, nel nuoto, nel tennis. Pur essendo discipline coinvolgenti, nessuna di loro genera le stesse sensazioni di quando si guida una moto. Inoltre, ritengo di essere predisposta per questo sport. In poco tempo mi sono tolta delle piccole-grandi soddisfazioni. Nel 2023 ho disputato un’ottima stagione (4^ classificata sia nel CIV Femminile che nell’Europeo WEC; ndr). Un posto al Mondiale me lo meritavo quest’anno…”.
Photo credit: Salvatore Annarumma

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